Confedes e Liberamente, per riportare Fede e Fiducia nell’economia della Persona, dell’Impresa e della Famiglia: integrare per includere

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Nel corso della missione svolta più recentemente a Tirana, in Albania, e conclusa ieri pomeriggio, i dirigenti apicali delle due Associazioni categoriali e sociali hanno formalizzato un’intesa volta a condividere le rispettive esperienze e le migliori buone prassi negli ambiti dei progetti di avviamento imprenditoriale e professionale, di internazionalizzazione regionale delle piccole e medie aziende, di sostegno e rilancio delle realtà produttive e familiari colpite dalla particolare condizione istituzionale e fiscale italiana, secondo i principi della sussidiarietà sociale e della seconda possibilità economica

“Diventa fondamentale integrare per includere”.

Integrare le più qualificate ed esemplari competenze progettuali e operative sul campo, per includere – e spesso re/includere – coloro che sono rimasti indietro per la sola colpa di avere cercato di rispettare obblighi normativi, fiscali e finanziari resi non più sostenibili dal contesto geopolitico che circonda l’Italia e che ha portato in sempre più case e aziende gli effetti di guerre e conflitti esplosi ai confini dell’Europa e del Mediterraneo.

Se sul piano politico diplomatico, la missione di Unione Cattolica e Primo Polo è di favorire proposte in grado di ripristinare la storica vocazione multilateralista dell’Italia, che negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, creò le condizioni della leadership industriale mondiale del nostro Paese, sull’altro piano della quotidianità operativa è prioritario favorire la piena divulgazione e conoscenza degli strumenti ordinamentali che fin d’ora possono permettere di recuperare ossigeno finanziario e agibilità lavorativa, bancaria e quindi patrimoniale e reddituale.

Ivano Tonoli ed Erminio Brambilla, Presidente e legale rappresentante di Confedes FEDE, hanno pertanto reso ufficiale il patto di collaborazione con l’associazione Liberamente, basata nella città di Torino e rappresentata dal Presidente Marco Cadeddu e dalla Vice Laura Comito con un focus specialistico su tutela dei diritti umani, lotta al sovraindebitamento, promozione e internazionalizzazione d’impresa, sviluppo manageriale di progetti a elevato valore aggiunto ambientale e socio culturale in grado di sostenere percorsi di solidarietà, riabilitazione e seconda possibilità, unendo efficienza e innovazione nei settori a più alto potenziale di lavoro e di domanda in Italia e nei mercati regionali di sua espansione.

L’obiettivo è la creazione di un’economia integrale della persona e dell’impresa, massimizzando gli strumenti per la fuoriuscita dagli stati di crisi involontaria che hanno portato 30 milioni di contribuenti a trovarsi in una condizione di “ergastolo bianco” senza avere commesso alcun reato e a causa di un sistema fiscale populista e antitetico ai princìpi costituzionali e cattolici della progressività, che in pratica assolve i finti nullatenenti e le rendite speculative e, nello stesso tempo, colpevolizza i veri poveri incolpevoli e gli ex ceti medi professionali, lavorativi e pensionistici addossando a loro la totalità dei costi senza alcun beneficio minimo.

Educazione e inclusione finanziaria, elaborazione di progetti ammissibili, proiezione e ampliamento dei mercati di insediamento e destinazione, pieno accesso alle risorse e alle normative per la ripartenza personale, professionale e aziendale: su questi punti si concentrerà l’azione congiunta di Confedes FEDE e Liberamente, venuta in evidenza nel corso dei colloqui di successo che, nella capitale Albanese, sono stati svolti con i rappresentanti della Camera di commercio Italiana in Albania, della nostra Ambasciata e dell’Agenzia governativa Albanese per lo sviluppo degli investimenti esteri diretti.