Temperature in aumento, precipitazioni in calo
Trent’anni sono sufficienti per certificare un cambiamento strutturale del clima. E i dati Istat, raccolti nel rapporto annuale 2025, non lasciano spazio a interpretazioni: l’Italia è un Paese che si sta scaldando, si sta asciugando e si espone sempre più spesso a eventi meteorologici estremi.
Nei 109 Comuni capoluogo di provincia, la temperatura media annua ha raggiunto nel 2022 i 16,6 °C, con un incremento di +1 °C rispetto al periodo 2006-2015 e di ben +1,7 °C rispetto al trentennio 1981-2010. Le precipitazioni, nel frattempo, sono diminuite in media di 264 mm rispetto al decennio precedente. Il 2022 ha registrato 136 giorni estivi e 58 notti tropicali: rispettivamente 19 e 20 in più rispetto alla media del periodo 2006-2015. I giorni senza pioggia sono stati in media 299, ovvero 18 in più rispetto al periodo di riferimento.
Per le amministrazioni comunali questo si traduce in sfide concrete e urgenti: dalla pianificazione dell’emergenza idrica alla gestione delle ondate di calore, fino alla messa in sicurezza del territorio rispetto a frane e alluvioni.
La Conferenza Onu sul clima di Dubai del 2023 ha ribadito l’urgenza di contenere il riscaldamento globale entro +1,5 °C rispetto all’era preindustriale.
Ma nel frattempo, i sindaci devono fare i conti con ciò che già accade ogni estate. 42,4% Acqua dispersa delle reti comunali nel 2022 +1,7°C Temp. media vs media 1981-2010 100% PM2,5 oltre i limiti dei capoluoghi del Nord
L’emergenza idrica: 3,4 miliardi di metri cubi dispersi
Il nodo acqua è forse il più pressante per gli enti locali. Nel 2022 la quantità d’acqua dispersa dalle reti comunali italiane ha raggiunto 3,4 miliardi di metri cubi, pari al 42,4% dell’acqua immessa in rete. Un volume che, per dare la misura della portata del problema, sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno annuo di oltre 43 milioni di persone.
Nel 2023 la situazione si è ulteriormente aggravata: circa un terzo dei capoluoghi del Mezzogiorno ha adottato misure di razionamento idrico, coinvolgendo oltre 800 mila persone, pari al 4,6% della popolazione urbana residente nei comuni capoluogo di quella ripartizione.
L’8,9% delle famiglie italiane lamenta irregolarità nel servizio di erogazione idrica: due terzi di queste risiedono nel Sud e nelle Isole.



