L’Ue è in piena crisi energetica, per via dei rincari causati dal conflitto in Medio Oriente e del blocco dello Stretto di Hormuz, ma “possiede anche delle risorse: l’elettricità prodotta in Europa da fonti rinnovabili e nucleari”. Su questa base, “la nostra strategia di decarbonizzazione non solo si è confermata negli ultimi anni, ma sta acquisendo sempre maggiore importanza.
Il nostro obiettivo è chiaro: dobbiamo incrementare la produzione di energia locale, economica e affidabile”. E non si tratta solo “dell’ampia gamma di energie rinnovabili di cui disponiamo, ma naturalmente anche dell’energia nucleare. Perché ci garantiscono indipendenza, prevedibilità e sicurezza energetica”.
Lo ha affermato oggi la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante un punto stampa al termine di una riunione con i suoi commissari riguardo alla risposta da dare al caro-energia e alla dipendenza ancora notevole dell’Ue dalle fonti fossili dei paesi terzi. In questo quadro, Von der Leyen ha sottolineato il ruolo del nucleare, e soprattutto delle soluzioni innovative in questo campo come gli “Small Modular Reactors” (Smr, piccoli reattori modulari), che vanno sviluppati ulteriormente insieme alle rinnovabili e all’elettrificazione, per garantire l’autonomia geo-strategica del settore energetico dell’Unione.
“L’unica via duratura per uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili è modernizzare il sistema, spostando la produzione di elettricità verso le energie rinnovabili e il nucleare, ed elettrificando l’economia il più rapidamente possibile”, ha sottolineato la presidente della Commissione.



