“Spetta ai genitori educare i propri figli, non alle piattaforme”: lo ha rimarcato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, presentando oggi l’app europea per la verifica dell’età perché “è nostro dovere proteggere i nostri figli nel mondo online, così come facciamo nel mondo offline”.
“Il numero di ore trascorse dai nostri figli davanti agli schermi non è mai stato così alto e più tempo trascorrono online maggiore è la probabilità che vengano esposti a contenuti dannosi e illegali, e al rischio di essere adescati da predatori online”, ha sottolineato Von der Leyen, riferendo di aver “ascoltato attentamente i genitori, che non hanno soluzioni adeguate per proteggere i propri figli”.
L’Italia è tra i Paesi europei che testano per primi questa applicazione.
Come funzionerà
Si tratta di uno dei progetti legati al Digital Services Act per proteggere i minori online. L’idea alla base è semplice: permettere agli utenti di dimostrare di avere l’età minima richiesta per accedere a determinati contenuti, senza però dover rivelare la propria identità.
Il funzionamento parte da una fase iniziale di registrazione, che avviene una sola volta. In quel momento l’utente deve dimostrare la propria età attraverso un documento ufficiale, come la carta d’identità o il passaporto, oppure tramite sistemi di identità digitale riconosciuti.
Questo controllo non viene effettuato dai siti web o dalle piattaforme online, ma da soggetti autorizzati, separati da chi poi richiederà la verifica. Si tratta di un passaggio cruciale, perché evita che ogni servizio online accumuli dati sensibili sugli utenti.



