CUBA – Da Santiago a L’Avana, il Convoy internazionale è arrivato oggi 1° maggio e rilancia un messaggio globale: “La solidaridad no se detiene”
Curto, AICEC: “In uno scenario instabile, il Convoy unisce aiuto concreto e mobilitazione internazionale. In queste ore vicini anche alla Flottilia, ingiustamente e pericolosamente arrestata: serve garantire la solidarietà dei popoli, a Cuba come a Gaza”
Cuba– Il secondo European Convoy to Cuba promosso da AICEC – Agenzia per l’Interscambio Culturale ed Economico con Cuba – nell’ambito della campagna “Let Cuba Breathe” è arrivato oggi a L’Avana, dopo essere stato a Santiago de Cuba e aver attraversato diverse province dell’isola. La delegazione internazionale partecipa alle celebrazioni della Giornata Internazionale dei Lavoratori insieme al popolo cubano.
Dopo aver attraversato le province orientali – tra cui Santiago de Cuba, Guantánamo e Granma – tra le più colpite dall’uragano Melissa e tra quelle che più soffrono le conseguenze dell’embargo, il Convoy ha proseguito la sua missione di solidarietà portando aiuti concreti e costruendo relazioni dirette con comunità locali, strutture sanitarie e istituzioni.
La missione, partita il 21 aprile con delegazioni provenienti da diversi Paesi, ha già distribuito materiali sanitari, forniture alimentari e tecnologie energetiche, tra cui ventilatori polmonari, apparecchiature mediche, latte in polvere per neonati e sistemi di pannelli solari destinati a rafforzare infrastrutture essenziali del Paese.
In occasione del 1° maggio, il Convoy partecipa alle celebrazioni con uno striscione che recita “La solidaridad no se detiene”, esprimendo anche solidarietà agli attivisti della flottilia diretta a Gaza fermata dalla marina israeliana nella notte tra mercoledì e giovedì.
Uno slogan che assume una doppia lettura: da un lato, afferma che la solidarietà non si “arresta”, dall’altro ribadisce che non si ferma. Un messaggio che lega le mobilitazioni internazionali e richiama l’urgenza di mantenere alta l’attenzione sui contesti di crisi.
Proprio come la flottilia voleva tenere gli occhi puntati su quanto accade a Gaza, il Convoy intende porre l’attenzione sul lento e silenzioso processo che sta colpendo Cuba, dove embargo e crisi economica stanno producendo effetti sempre più gravi sulla popolazione, fino a configurare una condizione di progressiva asfissia sociale ed economica.
Il Convoy si inserisce nel percorso internazionale promosso dalla campagna “Let Cuba Breathe”, che unisce organizzazioni, istituzioni e cittadini in un’azione concreta di solidarietà e nella richiesta di porre fine all’embargo che grava sulla popolazione cubana.
Lo scenario internazionale resta particolarmente delicato. Negli Stati Uniti, il Senato ha recentemente respinto una risoluzione che avrebbe limitato i poteri del presidente Donald Trump nell’avviare operazioni militari contro Cuba senza l’autorizzazione del Congresso, alimentando nuove tensioni geopolitiche attorno all’isola.
“In queste ore vediamo chiaramente quanto Cuba sia al centro di dinamiche internazionali instabili e potenzialmente pericolose. La bocciatura di ogni tentativo di limitare un’escalation dimostra quanto sia fragile l’equilibrio e quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione internazionale”, dichiara Michele Curto, presidente AICEC – “È proprio in momenti come questo che iniziative come il Convoy diventano ancora più importanti: non solo per portare aiuti concreti – che restano essenziali per la popolazione – ma per tenere accesa una luce su Cuba, costruire solidarietà internazionale e contrastare il rischio di isolamento e silenzio.
Oggi, mentre siamo qui a manifestare, esprimiamo solidarietà agli attivisti della flottilia diretta a Gaza, lo ribadiamo anche con lo slogan che portiamo in piazza: ‘La solidaridad no se detiene’.
La solidarietà non si arresta e non si ferma: continua a muoversi, a connettere lotte e a tenere aperti gli occhi del mondo. La campagna ‘Let Cuba Breathe’ nasce esattamente con questo obiettivo: unire azione concreta e mobilitazione sociale. Siamo qui per affermare che Cuba non è sola”.
La missione si concluderà il 5 maggio con il rientro della delegazione in Europa, confermando il percorso avviato con la prima esperienza di marzo e rafforzando una rete europea di cooperazione civile a sostegno di Cuba.



