Cuba, nuove tensioni internazionali. Curto, Aicec: “L’Europa dimostri se vale qualcosa: basta essere schiavi delle politiche USA e di Israele”

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L’Avana – Le recenti dichiarazioni di Donald Trump e l’annuncio di nuove sanzioni secondarie contro chiunque intrattenga rapporti con Cuba segnano un ulteriore irrigidimento del quadro internazionale attorno all’isola, con effetti che rischiano di colpire non solo Cuba ma anche attori economici e istituzionali europei.

Nelle ultime 72 ore Israele rapisce dei militanti della Flotilla alle porte della costa europea e Trump impone sanzioni secondarie a chiunque lavori con Cuba, indipendentemente se abbia o meno interessi negli Stati Uniti. – ha detto Michele Curto, presidente AICEC e promotore della campagna “Let Cuba Breathe” – Qui si tratta di difendere l’Unione Europea, uno schiavo delle politiche aggressive degli USA e di Israele, liberare l’UE e difendere Cuba, che ha sempre avuto rispetto per gli altri Paesi, mandando anche medici durante la pandemia. L’Italia e la maggior parte dei Paesi hanno votato contro l’embargo a Cuba. È qui che l’Europa dimostra se vale qualcosa.

La presa di posizione si inserisce nel quadro delle attività promosse da AICEC in questi giorni a Cuba, dove il secondo Convoy to Cuba è arrivato a L’Avana il 1° maggio, dopo aver trascorso giorni nella parte orientale dell’isola portando aiuti concreti e rilanciando un messaggio internazionale di solidarietà.

Il Convoy, parte della campagna “Let Cuba Breathe”, ha attraversato diverse province dell’isola distribuendo materiali sanitari, alimentari ed energetici e rafforzando una rete europea di cooperazione civile a sostegno della popolazione cubana.

Lo slogan scelto per la manifestazione in occasione del 1° maggio – “La solidaridad no se detiene” – assume oggi un significato ancora più attuale: la solidarietà non si arresta e non si ferma, nemmeno di fronte a nuove tensioni internazionali e tentativi di isolamento. AICEC ribadisce la necessità di difendere il diritto alla cooperazione internazionale e chiede alle istituzioni europee di assumere una posizione chiara contro misure unilaterali che aggravano le condizioni di vita della popolazione cubana.