Consueto e finemente affilato video editoriale del Banchiere scrittore, la cui analisi politica ripropone le sue storiche puntuali riflessioni sulla mai sopita Prima Repubblica. Il sempre più diretto impegno della Figlia primogenita del Cavaliere nell’arena preelettorale, punta a trasformare Forza Italia, il Partito lasciatole in eredità dal Papà Silvio, nella forza in grado di essere autorevolmente al Centro del sistema istituzionale; e di svolgere, grazie alla crisi post/referendaria dell’imperfetto bipolarismo italico, un ruolo decisivo nella scelta del successore di Mattarella alla Presidenza della Repubblica
Alla “Balena Bianca”, il mai rinnegato sogno di ritorno alla gloria delle sopravvissute truppe democristiane nelle notti non solo di mezza estate, potrebbe molto presto subentrare il “Biscione Bianco”: lo storico simbolo di Canale 5 e dell’impero televisivo fondato da Silvio Berlusconi, e destinato in questo caso a stringere a sé l’attuale non ancora unitario Centro – laico e cattolico – della politica italiana. Confermando nell’area metropolitana di Milano l’effettiva Capitale di quest’ultima. Nel tempo attuale di Marina Berlusconi così come lo fu durante l’era di Craxi, il (mene)Ghino di Tacco degli anni Ottanta del secolo scorso.

Sono alcune delle considerazioni che emergono dal video editoriale del Banchiere scrittore Beppe Ghisolfi, realizzato per l’edizione principale di inizio settimana del TG 4 di Telecupole. È indubbio infatti che la sconfitta, a furor di popolo, subìta dal Governo Meloni al referendum sulla Giustizia, abbia acuito enormemente i problemi in capo alla Premier; i quali però non verranno dagli attuali leader del centrosinistra o Campo largo, bensì dai nuovi assetti che stanno emergendo in Forza Italia per volontà di Marina Berlusconi. Lei, Presidente del Gruppo Mondadori, e Cavaliera del Lavoro sulle orme paterne e su nomina del Presidente Mattarella, ha messo in campo un decisionismo che lascia intendere che, nell’ipotesi realistica di un impegno personale diretto, il suo ruolo mai potrebbe essere di rango subalterno.

Semmai, e i cambiamenti “ordinati” alle presidenze dei Gruppi parlamentari alla Camera e al Senato vanno in questa direzione, la prospettiva è quella di fare di Forza Italia il perno centrista non solo di una singola coalizione, ma dell’intero sistema politico parlamentare del Paese, con possibili alleanze sia a destra (senza più la Lega) sia anche a sinistra; e questo a partire dalle prossime elezioni politiche e dalla scelta del successore di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica.

Nella Prima Repubblica, infatti, l’attivismo di Craxi fu determinante per portare al Quirinale prima Sandro Pertini, nel 1978, e poi Francesco Cossiga, nel 1985: il primo, un autorevole ex partigiano socialista gradito alla sinistra; il secondo, un rigoroso democristiano caro agli ambienti più conservatori. Da Ghini di Tacco al colpo di tacco meneghino, il passo è breve. Anzi immediato.
AZ



