Patuelli (Abi): “La tassazione distingua tra risparmio e speculazione”

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Una importante riflessione da parte del Presidente dell’Associazione bancaria italiana, che si appresta – in virtù della stima e del prestigio di cui gode nelle sedi anche Europee – a conseguire una riconferma al vertice della medesima, per l’impegno realizzato nel coniugare la tradizione del settore bancario, e della sua prossimità a famiglie e imprese, con la sua innovazione sul piano della transizione digitale e dell’intelligenza artificiale oltre che della salvaguardia di un patrimonio unico di relazioni sociali, sindacali, industriali

Questo giovedì mattina Antonio Patuelli sarà a Torino, alla cerimonia degli Oscar delle Banche, dove riceverà un Premio speciale al Merito economico/sociale dal Prof. Beppe Ghisolfi, suo storico amico e collaboratore e Direttore del magazine organizzatore Banca Finanza

Antonio Patuelli con Beppe Ghisolfi, suo storico amico e collaboratore, che giovedì gli consegnerà uno speciale Oscar delle Banche al merito socio economico in occasione della cerimonia al Grand hotel Principi di Piemonte a Torino 

(Fonte: ufficio stampa Askanews) È necessaria una revisione fiscale che, sul piano impositivo e tassativo, distingua nettamente fra propensione al risparmio e vocazione speculativa. Le aliquote di prelievo sui rendimenti, da questo punto di vista, non possono essere indistintamente parificate. Lo ha ribadito il Presidente ABI, Antonio Patuelli, nel contesto di una più generale riflessione su una più resiliente architettura comunitaria Europea che riprenda il modello virtuoso della lotta unitaria allo shock pandemico. E oggi la situazione è analoga: “Occorre un nuovo Pnrr. Il primo ha positivamente esaurito le proprie potenzialità. Per reagire alla crisi bisogna promuovere un nuovo Recovery Fund, con investimenti pubblici e privati integrati. Una soluzione del tipo win to win, che produca utilità per lo Stato e per i privati che investono”.

Il vertice della massima associazione rappresentativa del settore bancario italiano, lo ha ribadito a Ravenna – sede del gruppo della Cassa di risparmio di cui è Presidente – nel corso dell’incontro su “Costituzione e simboli della Repubblica”, organizzato dalla Prefettura di Ravenna e della Fondazione nazionale Insigniti Omri: “Occorre ripensare ai livelli della tassazione del risparmio, ancora identici per i risparmiatori e per gli speculatori. Lo Stato ha interesse a che i cittadini investano, e per questo motivo occorre evitare rischi e agevolare, nello stesso tempo, nuovi investimenti produttivi che portino nuovo gettito aggiuntivo per lo Stato. Infine, devono essere urgentemente semplificate le norme relativamente alle procedure per produrre energia pulita e rinnovabile”.

Come in più occasioni è stato ribadito da Antonio Patuelli e poi da Beppe Ghisolfi, fin dal primo shock pandemico da coronavirus, le banche retail e di secondo livello commerciale stanno mettendo in campo risorse importanti – in concorso con le garanzie pubbliche statali – risorse ingenti al fine di anticipare la liquidità necessaria alla continuità del capitale circolante per acquisire gli indispensabili fattori della produzione. Ciò, tuttavia, ha urgente necessità di essere affiancato da interventi normativi che, spesso a costo zero per le casse erariali, consentirebbero un diverso computo e conteggio del costo delle bollette dovute da famiglie e micro e piccole e medie imprese, ossia la platea principalmente servita dal settore bancario retail.