Ha lasciato questa terra in punta di piedi, come era nel suo stile che seppe distinguerlo nel corso di tutta la sua seconda esistenza, quella che archiviò le lotte politiche, ma sempre istituzionali, degli anni Settanta del Novecento, per sostituirle con un suo totalizzante impegno per la Polis del Cibo “sano e giusto”

Lui era Carlin, il Petrini inventore di Slow Food, Cheese, Salone del Gusto, Terra Madre, Università di scienze gastronomiche di Pollenzo. Una personalità dolcemente imprevedibile: un eretico (politico, sia chiaro) amico di Papa Francesco ed estimatore del suo successore Leone XIV e della Dottrina sociale; un repubblicano di sinistra proletaria amico di Re Carlo d’Inghilterra, il sovrano illuminato amante dei doni della Terra e di un certo ambientalismo progressista moderato che lo portò – all’epoca “soltanto” Principe e figlio della Regina Elisabetta – a sposare fin dalla sua prima edizione la causa di Terra Madre a Torino. “Eravamo fratelli nella malattia”, ha spiegato, con una punta di commozione, Carlin nel corso della propria ultima intervista rilasciata nello scorso dicembre al Corriere della Sera.

Tra un mese avrebbe compiuto 77 anni nella sua Bra, la città nella quale Io ho vissuto per quarant’anni prima di emigrare in Albania, ma sarebbe stato lui, molto probabilmente, a voler tributare un dono a noi, e non viceversa: affidandoci qualche prezioso consiglio per trasformare l’amore per il Cibo in un fattore diplomatico di Pace e di armonia fra Popoli magari in antitesi fra di loro, o in territori oppressi, in coerenza con la filosofia che ha reso grande e autorevole Terra Madre. Chi scrive ricorda benissimo che il primo contatto con l’amata Albania lo ebbe proprio grazie allo stand del Paese delle Aquile, allestito da gruppi di volenterosi produttori di Permet, località dell’entroterra meridionale quasi al confine con la Grecia, a Terra Madre nel 2014.

Il Cibo e la cultura contadina diedero un contributo culturale significativo al superamento di alcune fra le più acute conflittualità che sconvolsero i Balcani occidentali nel Novecento. Del resto, non è casuale che proprio dal recupero della filosofia della Terra, come fattore culturale, di accoglienza e di trasformazione in prodotti accessibili, sani e giusti, l’Albania di Edi Rama stia fondando una parte significativa del proprio totale rilancio economico e sociale sui mercati globali.
Ecco, così desidero ricordare Carlin Petrini in un giorno tristissimo, dove le parole di ricordo correranno a fiumi: una Persona che, viceversa con poche parole, ma dette nel modo e nella maniera più consona, ci ha dato gli strumenti per coltivare un Mondo migliore e per scorgere uns possibilità di pacificazione perfino nel potenziale avversario: “Non posso avercela con i fast food – disse una volta a un alto dirigente di Mac Donald’s – senza di loro non sarebbe nata Slow Food”. Lui ha portato la cultura degli uomini della terra fra i Grandi della Terra.
Grazie, Carlin! Ti immagino adesso, accanto a Papa Francesco, a Sua Santità Bergoglio, comuni radici nel Piemonte degli emigranti, in una delle vostre interlocuzioni dedicate all’amore per la coltivazione del Pianeta come il più formidabile fattore di Giustizia sociale. Ciò che oggi pare essere la vera eresia.
Alessandro Zorgniotti



