La governatrice alza i toni all’assemblea sindacale: basta rinegoziare i diritti storici della Sardegna

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Alessandra Todde interviene in video alla riunione nazionale della Confederazione generale del lavoro. Sul tavolo il prezzo dei voli, l’isolamento ferroviario e i fondi europei per il Sulcis

La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, non accetta più che le necessità geografiche dell’Isola vengano trattate dalle istituzioni centrali come concessioni a termine.

Collegata in video con l’assemblea nazionale della Confederazione generale italiana del lavoro, il maggiore sindacato del Paese riunito per discutere del rilancio del Sud Italia, la governatrice ha messo in fila le pendenze storiche del territorio.

La Sardegna è un’isola e lo resterà. Non possiamo continuare a dover rinegoziare ogni pochi anni diritti e prerogative fondamentali”, ha detto ai delegati e ai pensionati collegati.
Il primo nodo affrontato è stato quello dei collegamenti aerei, il delicato sistema di sconti che permette ai residenti di viaggiare verso la penisola senza subire i prezzi del libero mercato.

Todde ha rivendicato le regole in vigore dallo scorso marzo, le quali garantiscono biglietti a prezzo fisso per i lavoratori in trasferta per dodici mesi l’anno, con tutele allargate agli studenti sotto i ventisette anni e agevolazioni introdotte ex novo per i sardi emigrati oltre Tirreno e per i loro congiunti.

A questo ha affiancato la questione dei ritardi nelle infrastrutture interne, confermando l’apertura di un confronto diretto con Rete Ferroviaria Italiana, la società dello Stato incaricata di gestire i binari e i treni, nel tentativo di colmare le antiche mancanze della viabilità isolana.

Dalle infrastrutture il baricentro si è poi spostato sulle fabbriche in agonia, a partire dal polo dell’alluminio di Portovesme, nel bacino minerario del Sulcis. La presidente ha chiesto al Governo una strategia industriale netta, mettendo in guardia contro la potenziale dispersione dei fondi europei stanziati appositamente per aiutare i territori più inquinati a transitare verso un’economia verde e sostenibile.

“Non si può pensare che il Sulcis venga cristallizzato. Le risorse europee devono essere utilizzate per bonifiche, riconversione industriale e trasformazione produttiva, non disperse senza una strategia”, ha avvertito.

L’intervento si è chiuso sui bilanci regionali, con l’annuncio di un pacchetto di spesa da oltre un miliardo e mezzo di euro per arginare l’abbandono scolastico e la fuga dei giovani dai piccoli centri dell’entroterra, affiancato da un investimento di pari entità destinato ai servizi sociali. Le ultime parole sono state riservate allo stato delle cliniche e alle liste d’attesa. “Non tollererò disparità tra chi può curarsi e chi non può permetterselo. La sanità pubblica deve tornare a essere realmente accessibile a tutti”.