“Democrazia – Proteggere ciò che conta”

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… ma la Commissione UE ha tradito i cittadini sulla riforma della legislazione per il benessere animale

Nel terzo giorno di proteste organizzate a Bruxelles da Animal Equality contro la Commissione europea, che finora non ha presentato una revisione della legislazione sul benessere animale, gli attivisti hanno srotolato un grande striscione in Place de la Monnaie.

Dal 20 al 22 maggio, gli attivisti hanno espresso forte e chiaro la loro richiesta: la Commissione europea non tradisca più i cittadini, gli animali e il suo impegno ufficiale a pubblicare la proposta di revisione della legislazione sul benessere animale.

Venerdì 22 maggio, davanti all’edificio Berlaymont, gli attivisti hanno sfilato con cartelli raffiguranti bidoni della spazzatura per mostrare al pubblico cosa accade ai pulcini maschi nell’industria delle uova senza riforme sul benessere animale: questi animali vengono uccisi e scartati come rifiuti.

Nel pomeriggio, in una delle principali piazze di Bruxelles, alcuni attivisti hanno srotolato uno striscione che contesta apertamente lo slogan della Commissione “Democrazia – Proteggere ciò che conta”, riformulandolo in funzione di ciò che viene effettivamente protetto: gli interessi dell’industria dell’allevamento intensivo.

“La democrazia diventa una parola vuota se non è seguita da azioni concrete. Gli 1,4 milioni di cittadini che hanno sostenuto l’iniziativa ‘End the Cage Age’ non hanno visto alcun riscontro significativo da parte della Commissione, così come gli oltre 190.000 cittadini che hanno partecipato alla consultazione pubblica del 2025 sono stati ignorati.

Questo divario tra partecipazione e azione è inaccettabile e noi siamo qui per testimoniarlo, chiedendo alla Commissione europea di agire una volta per tutte, ora”, ha dichiarato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.

In occasione dell’evento intitolato “Gli agricoltori del futuro – Finanziare la transizione verso l’allevamento senza gabbie”, tenutosi al Parlamento europeo il 6 maggio, il Commissario europeo per la Salute e il Benessere degli Animali, Olivér Várhelyi, ha dichiarato pubblicamente che l’Europa “può e dovrebbe muoversi verso l’allevamento senza gabbie”.

Pertanto, anche la Commissione europea presenta ora pubblicamente l’allevamento senza gabbie come la direzione che l’Europa deve intraprendere.

In questo modo, dopo anni di ritardi riguardo alla tanto promessa revisione della legislazione europea sul benessere degli animali, la Commissione diffonde una retorica priva di azioni istituzionali concrete.

Ad oggi, non è stata presentata alcuna proposta legislativa, né è stato stabilito un calendario vincolante o un quadro di attuazione, né è stato annunciato un piano di finanziamento specifico a livello UE.

“Dietro la retorica della Commissione si celano ancora oggi milioni di animali rinchiusi in gabbie e milioni di pulcini maschi uccisi alla nascita ogni anno. Una revisione ambiziosa della legislazione sul benessere animale deve porre fine a questi atti di crudeltà, condannati dai cittadini di tutta Europa e dalla letteratura scientifica.

Gli animali stanno già pagando il prezzo di questo ritardo, ma la democrazia non può significare anteporre gli interessi dell’industria alle richieste dell’opinione pubblica e al benessere degli animali”, ha dichiarato Matteo Cupi.