PORDENONE, RODOLFO VALENTINO RIVIVE NELLA MOSTRA SUL CINEMA EFFIMERO

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PORDENONE – Inaugurata alla Galleria Sagittaria di Pordenone la mostra sugli “ephemera” del cinema: fino al 28 agosto 2026 il percorso espositivo propone una selezione di un centinaio di oggetti di ogni latitudine del mondo, dal periodo del cinema muto fino agli anni Ottanta, provenienti dalla collezione privata di Silvia MorasCinema Effimero. Materiali per comunicare e promuovere. Alle origini dei social media titola la mostra, che diventa una appassionante macchina del tempo per viaggiare alle radici dei social e della comunicazione digitale del nostro tempo, con un prezioso valore aggiunto: la dedica a una figura iconica del cinema delle originiRodolfo Valentino, nel centenario della sua scomparsa, avvenuta a New York il 23 agosto 1926.

È questa la 516^ mostra promossa dal Centro Iniziative Culturali Pordenone, realizzata in sinergia con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e con il Comune di Pordenone, con il sostegno di Fondazione Friuli e di Casa Zanussi Centro Cultura Pordenone. Accessibile con ingresso gratuito da lunedì al sabato dalle 9.00 alle 18.00, l’esposizione è corredata dal catalogo con ampio excursus dedicato ai materiali effimeri, integrato dai saggi di noti storici del cinema come Carlo Montanaro, Paolo Caneppele, Mariapia Comand e Paolo Tosini.. Visite guidate su richiesta e fuori orario inviando una mail a cicp@centroculturapordenone.it

Cinema Effimero. Materiali per comunicare e promuovere. Alle origini dei social media propone uno spaccato caleidoscopico degli ephemera cinematografici e della cultura materiale legata al cinema: figurine, cartoline illustrate, scrapbook, calendarietti, fotografie pubblicitarie, album da collezione e materiali promozionali che raccontano una storia sorprendentemente vicina al nostro presente digitale.

Materiali rari, curiosi e spesso unici, che testimoniano come il cinema abbia costruito fin dalle sue origini forme di comunicazione partecipativa e pratiche di condivisione molto simili a quelle dei social media contemporanei.

«Gli oggetti collezionati da Silvia Moras  – spiega Fulvio Dell’Agnese, direttore del Centro Iniziative Culturali Pordenone – hanno in comune una fantasiosità che ha sempre una propria giocosa eleganza: quanti non si disputerebbero, ancor oggi, dei panciuti bottoni rivestiti con i volti dei propri divi preferiti, moderni eredi di James Stewart o Dorothy Lamoure? E dove pensate di trovare un vigile urbano o un ausiliario della sosta capace di darvi una multa, senza intenerirsi, se il vostro disco orario scaduto lo guardasse con gli occhi di Jean Harlow, La donna che non sapeva amare?».

Una sala della mostra alla Galleria Sagittaria sarà interamente dedicata a Rodolfo Valentino, nel 2026 che segna il centenario della sua scomparsa (Castellaneta, 6 maggio 1895 – New York, 23 agosto 1926).

La sezione presenterà pezzi eccezionali legati al mito del grande divo del cinema muto: fascette di sigari dedicate allattore, cartoline e figurine celebrative, fotografie promozionali e soprattutto uno rarissimo scrapbook inglese del 1926 dedicato al celebre latin lover”.

Un documento unico che raccoglie ritagli originali dellepoca e testimonianze visive degli ultimi mesi di vita dellattore, restituendo la dimensione mediatica e sentimentale del fenomeno Valentino nella cultura popolare internazionale.

L’ephemera dedicata a Rodolfo Valentino è oggi oggetto di un forte collezionismo d’epoca, e permette di rivivere la vicenda di un artista diventato il primo divo in assoluto della storia del cinema. Dopo essere approdato in America all’inizio del ‘900 nel novero degli emigranti italiani, allora disprezzati e malvisti, Valentino ha incarnato su scala planetaria la parabola del self made man e la realizzazione del sogno di chi riusciva ad affermarsi grazie a talento, lavoro e determinazione.

«Nel panorama contemporaneo – spiega Silvia Moras – viviamo immersi in un flusso continuo di immagini, contenuti condivisi, profili personali e archivi digitali. Facebook, Instagram, blog e piattaforme social sembrano rappresentare una rivoluzione radicale nel modo di comunicare, conservare esperienze e costruire relazioni.

Eppure, osservando attentamente i materiali cartacei del passato, emerge con chiarezza come molte pratiche considerate oggi moderne affondino in realtà le proprie radici nella cultura visuale del Novecento. Questi oggetti non erano semplici strumenti decorativi o pubblicitari.

Costituivano vere e proprie tecnologie sociali” ante litteram, capaci di creare connessioni, favorire la condivisione e costruire identità collettive.

Fra i materiali più sorprendenti presenti in mostra figurano anche una rara novelizzazione in cartoline viaggiate del film Il ponte dei sospiri (1921), la prima trasposizione cinematografica in forma di novelizzazione illustrata del celebre episodio Il piccolo scrivano fiorentino” tratto dal libro Cuore, e una straordinaria novelizzazione in cromos spagnole del monumentale Napoléon di Abel Gance, esempio eccezionale di diffusione transmediale dellesperienza cinematografica già nei primi decenni del Novecento.