Non è solo nostalgia meteorologica, quando arriva aria di matrice più oceanica o subtropicale marittima, l’atmosfera tende spesso a essere meno carica di pulviscolo desertico, aerosol e foschie dense rispetto alle grandi rimonte subtropicali continentali dal Nord Africa e il colore del cielo cambia.
In un’aria più pulita domina meglio la diffusione di Rayleigh, le molecole dell’atmosfera diffondono soprattutto la componente blu della luce solare, regalando quei cieli profondi, netti, quasi “lavati”.
Con le risalite africane, invece, può aumentare la presenza di polveri sahariane, particelle in sospensione e umidità, la luce viene diffusa e attenuata in modo diverso, il blu perde profondità, l’orizzonte si sporca, il cielo diventa più biancastro, opaco, lattiginoso.
Naturalmente non è una regola assoluta, contano anche umidità, vento, stabilità, inquinanti e stagione ma spesso il cielo ci dà un indizio.
Anche il colore del cielo, a volte, racconta da dove arriva l’aria.



