Los Angeles / Milano — ArtonWorld annuncia l’uscita del suo nuovo numero speciale

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Los Angeles / Milano — ArtonWorld annuncia l’uscita del suo nuovo numero speciale, un’edizione internazionale che celebra l’apertura di DATALAND, il primo museo al mondo progettato fin dall’origine per ospitare esclusivamente arte generata da intelligenza artificiale. Situato nel complesso The Grand LA, firmato da Frank Gehry, il museo si estende su oltre 25.000–35.000 piedi quadrati e comprende cinque gallerie immersive dedicate alla creatività computazionale.

La mostra inaugurale, Machine Dreams: Rainforest, utilizza il Large Nature Model, un modello AI addestrato su milioni di immagini e registrazioni provenienti da istituzioni come Smithsonian, Cornell Lab of Ornithology e Natural History Museum di Londra, per generare ambienti multisensoriali che reinterpretano l’intelligenza della natura attraverso algoritmi avanzati.

All’interno di questa edizione speciale saranno presenti:

  • La nascita di un nuovo paradigma museale: DATALAND come istituzione che unisce arte, scienza, tecnologia e ricerca AI, con un approccio etico e trasparente alla gestione dei dati;
  • Il ruolo di Refik Anadol nella ridefinizione dell’esperienza estetica contemporanea, tra installazioni immersive, modelli open-source e sperimentazioni sensoriali;
  • Le dinamiche del mercato dell’arte del 2026, segnato da aste internazionali di forte impatto e da un crescente interesse per le opere digitali e computazionali;
  • Gli highlights culturali del momento, tra cui:
    •  La grande mostra Raphael al MET di New York,
    •  Volta Basel,
    •  Il focus su Emma Donnesberg Gallery Paris,
    •  Il progetto Polo Museale Sapienza Cultura,
    •   e una selezione di artisti emergenti e affermati, tra cui Ardiana Dajti.

La copertina del nuovo numero è dedicata a Refik Anadol, simbolo della convergenza tra immaginazione umana e intelligenza artificiale, nonché co-fondatore e direttore artistico del museo, riconosciuto come uno dei pionieri globali dell’estetica dei dati e della machine intelligence. Le sue “machine hallucinations“, già presentate in istituzioni come MoMA e Serpentine Galleries, trovano ora una casa permanente in DATALAND, definito da Artnet News come un “living museum” capace di ridefinire ciò che l’arte può essere nell’era dell’intelligenza artificiale.