La Commissione Ue ha ordinato a Meta di ripristinare l’accesso gratuito a WhatsApp per gli assistenti di IA concorrenti entro 5 giorni lavorativi e di mantenerlo fino alla conclusione dell’indagine antitrust per evitare danni gravi e irreparabili alla concorrenza in questo mercato in crescita.
La decisione, che segue le comunicazioni degli addebiti di febbraio e aprile 2026, mira a contrastare la condotta del colosso social, ritenuta a prima vista in violazione delle regole Ue in materia di concorrenza. In caso di inosservanza, Meta rischia sanzioni fino al 10% del fatturato globale totale dell’esercizio precedente all’infrazione.
La procedura contro Meta
La Commissione Ue aveva stabilito in via preliminare che Meta ha violato le norme Antitrust escludendo gli assistenti di intelligenza artificiale di terze parti dall’accesso e dall’interazione con gli utenti su WhatsApp.
Questa condotta rischia di impedire ai concorrenti di entrare o espandersi nel mercato degli assistenti di IA, spiega Bruxelles, aggiungendo che intende imporre “misure provvisorie” per evitare “danni gravi e irreparabili al mercato”, subordinatamente alla risposta di Meta e al rispetto dei suoi diritti di difesa.
Gli addebiti non riguardano l’Italia, dove l’Agcm ha imposto misure provvisorie a Meta nel dicembre 2025.
Le modifiche nel mirino
Lo scorso ottobre, prosegue la Commisisone Ue, Meta ha modificato i termini di WhatsApp Business Solution, di fatto estromettendo assistenti IA di terze parti dall’applicazione.
Il risultato è che dal 15 gennaio l’unico assistente IA disponibile su WhatsApp è Meta AI.
Tra le conclusioni raggiunte dall’Antitrust Ue nell’indagine preliminare, vi è innanzitutto quella che Meta sembra avere una posizione dominante nelle app di comunicazioni, tramite WhatsApp.
“Probabile che Meta stia abusando della posizione dominante rifiutando l’accesso ad altre aziende, anche sugli assistenti IA. Vi è la necessità urgente – sostiene la Commissione – di misure di salvaguardia dato il rischio di danni gravi e irreparabili alla concorrenza”.
Secondo Bruxelles “Meta rischia di marginalizzare irreparabilmente i concorrenti più piccoli”.



