Gran Canaria, “l’isola che c’è” e che accoglie Papa Leone

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Strade “cerradas”, pioggia e vento, attenzione meticolosa ai dettagli in questi giorni a Las Palmas de Gran Canaria per preparare l’arrivo di oggi di Leone XIV, primo Pontefice a mettere piede in questa terra di turismo e approdo
Al porto di Arguineguín il momento più intenso con l’incontro con i migranti, anche di altre religioni, e le realtà di accoglienza. Il “molo della vergogna” che diventa “molo della speranza”. E anche se i flussi sono calati, l’emergenza continua

Salvatore Cernuzio – Inviato a Las Palmas de Gran Canaria

Un po’ Miami, coi suoi porti esclusivi, un po’ Los Angeles, con le dune a coprire i paesaggi desertici di Maspalomas. Un po’ i piccoli paeselli dell’entroterra peruviana, con le case bianche, i balconi intagliati di legno, le strade acciottolate. Un po’ Rio de Janeiro con le palme a puntellare la spiaggia dorata e anche Barcellona per i quartieri dallo stile coloniale.

Las Palmas di Gran Canaria è una mezcla, un mix, un connubio di quartieri storici e paesaggi naturali, un’architettura con grande personalità, come lo è pure l’offerta gastronomica e la movida cosmopolita divisa tra mare e pub della Vegueta, il barrio storico che comprende gli edifici più emblematici (tra tutti, la Casas Consistoriales e la Casa Regental) e i musei più importanti. Non per nulla questa che è la terza isola più grande delle sette dell’arcipelago (poi ci sono altre isolette minori) viene definita un “continente in miniatura” per la sua straordinaria varietà.