Secondo stime attendibili, gli sprechi, le inefficienze e le ruberie nella spesa pubblica italiana superano i 180 miliardi di euro all’anno.
Centottanta miliardi! Soldi che lo Stato prende ai cittadini e poi butta via in burocrazia inutile, appalti gonfiati, enti inutili, consulenze milionarie, sanità e scuola gestite male, e una macchina amministrativa che costa un patrimonio senza produrre risultati proporzionati.
L’evasione fiscale viene sbandierata, invece, come il male assoluto. Ma l’evasione è null’altro che la reazione di chi non vuole più finanziare questo sistema.
Gli sprechi, invece, sono la prova che lo Stato non sa gestire nemmeno i soldi che già incassa, derubando i contribuenti veri. Se davvero volessero combattere gli sprechi con la stessa ferocia con cui combattono l’evasione, dovrebbero tagliare di netto una quantità enorme di spesa inutile. Invece tacciono. Perché quegli sprechi sono il carburante che tiene in vita la casta politica, i loro amici, i loro enti e le loro clientele.
Il problema non è chi cerca di tenersi i propri soldi. Il problema è un apparato statale talmente mastodontico e inefficiente che, anche se tutti pagassero tutto, continuerebbe comunque a sprecare risorse su scala industriale.Prima di parlare di evasione, quantifichiamo e tagliamo gli sprechi. Ma quello, guarda caso, non fa comodo a nessuno di quelli che pontificano.



