Dalla provincia di Vibo Valentia in Calabria, dove si è recato per condurre due speciali lezioni dedicate all’inclusione finanziaria e ai “Primi passi verso l’economia”, il Banchiere scrittore ha dedicato il proprio consueto video editoriale a un appello rivolto all’indirizzo dei vari partiti impegnati nella riforma della legge elettorale per la costituzione del futuro Parlamento prevista nel 2027
Sebbene una contrarietà ufficiale sia stata al momento espressa da Forza Italia, Lega e parte del PD, è fuori di dubbio che un sistema elettivo senza diritto al voto di preferenza faccia comodo alle Segreterie politiche centrali della generalità dei Partiti di ogni schieramento, che avrebbero così la possibilità di schierare, nelle posizioni alte delle rispettive liste, i propri fedelissimi e fedelissime.
Questo però si scontra con un sondaggio dal quale emerge che la gran parte dei cittadini elettori desidera poter esprimere la scelta del proprio candidato parlamentare nell’ambito della lista partitica preferita. In analogia a quanto già avviene per la nomina dei Consigli regionali e comunali, mentre la preferenza è stata abolita nel 1994 per il Parlamento nazionale e nel 2013 per le Province.
“Già non è positivo cambiare le regole del gioco poco tempo prima del fischio d’inizio di una competizione, in questo caso elettorale – puntualizza il Professor Ghisolfi – Già giustamente il cittadino medio si lamenta della circostanza che altri sono i problemi reali di cui ci si dovrebbe occupare. Se a ciò aggiungiamo la prospettiva di una legge elettorale dove a ciascuno di noi viene chiesto solo di ratificare le scelte dei Segretari politici centrali, allora la presa in giro è compiuta e completata”.



