Come è cambiato il mercato del telepedaggio
La concorrenza, si sa, porta anche diversificazione. Da mero strumento per pagare l’autostrada, il telepedaggio è diventato qualcosa che assomiglia a una piccola piattaforma di pagamento per la mobilità urbana ed extraurbana.
Telepass è stato il pioniere di questa trasformazione. Negli anni ha aggiunto vari servizi: parcheggi nelle principali città italiane, strisce blu, Area C a Milano, traghetti, rifornimenti di carburante in alcune stazioni convenzionate. L’app del dispositivo è diventata una sorta di portafoglio digitale per gli spostamenti, con la promessa implicita che tutto quello che riguarda la mobilità in automobile possa essere gestito attraverso un unico strumento. Una visione ambiziosa, che giocoforza introduce per certi versi una buona dose di complessità.
UnipolMove e MooneyGo hanno imboccato strade più lineari. Il primo punta sulla semplicità del contratto e sull’integrazione nell’ecosistema del gruppo Unipol, che già gestisce polizze auto per milioni di italiani. Il secondo si distingue per l’accessibilità della rete distributiva, tant’è che si può attivare in un bar o in una tabaccheria convenzionata, gesto che abbassa la soglia d’ingresso per chi non è abituato ad attivare servizi online.
Telepass, UnipolMove e MooneyGo: quanto costano davvero gli abbonamenti
Queste differenze di strategia si riflettono direttamente sui costi. E qui i numeri diventano interessanti. Partiamo dall’aspetto più visibile, il canone mensile, in pratica la quota di abbonamento.
MooneyGo costa 1,50 euro al mese, con attivazione e consegna pari a 5 euro. UnipolMove costa 2,50 euro al mese dopo il primo anno gratuito, con attivazione e consegna anch’esse gratuite. Telepass Sempre, dopo il primo anno gratuito, costa 4,90 euro al mese, con spedizione del dispositivo a 4,90 euro.
Prese singolarmente sembrano piccole cifre; se però sommiamo i canoni mensili in un anno, la cifra complessiva fa registrare differenze importanti tra i tre operatori. MooneyGo: 18 euro l’anno. UnipolMove: 30 euro l’anno. Telepass: 58,80 euro l’anno, ma con una clausola che merita attenzione, come spieghiamo nel prossimo paragrafo.
Il costo aggiuntivo di Telepass: quando il canone può aumentare
Telepass Sempre prevede infatti un meccanismo di costo aggiuntivo per gli utenti che utilizzano molto il servizio. Se nell’arco di tre mesi la spesa complessiva in pedaggi supera i 350 euro, Telepass interrompe la normale fatturazione trimestrale, per passare a una mensile. Non solo: scatta anche una quota di 5 euro al mese, che va ad aggiungersi al canone mensile di 4,90 euro. Dunque, se il ciclo resta trimestrale, il costo annuale è di 58,80 euro; se invece nei mesi interessati la fatturazione diventa mensile, la spesa può salire fino a 98,80 euro all’anno, esclusi naturalmente i pedaggi.
Fino alla fine di questo mese (giugno 2026) il tetto in pedaggi che accorcia la periodicità della fatturazione è un po’ più alto (356,68 euro), mentre il supplemento mensile un po’ più basso, cioè 3,72 euro contro i 5 euro che scattano dal 1° luglio 2026. Seppure chiaramente previsto nelle clausole del contratto, è proprio questo sistema a rendere il costo di Telepass meno lineare e poco prevedibile rispetto ai concorrenti, che invece mantengono più stabili i loro canoni.
Usi poco l’autostrada? Le offerte Pay Per Use a confronto
La vera rivoluzione del mercato riguarda però le formule Pay Per Use, vale a dire i modelli a consumo. Queste offerte sono pensate per chi non usa spesso l’autostrada e vuole evitare di pagare un canone fisso durante i mesi in cui il dispositivo resta inutilizzato.
Telepass ha messo a punto il piano Grab&Go, che costa 1 euro per ogni giorno di effettivo utilizzo in autostada. A questo poi va aggiunto un ulteriore euro al giorno se si usano servizi accessori, come parcheggi e strisce blu. Il dispositivo non viene dato in dotazione, il consumatore deve acquistarlo, al prezzo di 19,90 euro. Anche l’attivazione ha un costo: 14,90 euro. Un investimento iniziale di certo non trascurabile.
UnipolMove Pay Per Use costa anch’esso 1 euro per ciascun giorno di utilizzo, con attivazione in promozione a 5 euro (normalmente costa 10 euro) e consegna gratuita in Italia. La struttura è più semplice e l’ingresso meno oneroso.
MooneyGo Pay Per Use è l’unico dei tre operatori che adotta una logica mensile invece che giornaliera: si spendono 2,20 euro per ogni mese in cui il servizio viene usato, indipendentemente da quanti giorni si viaggia. Il mese considerato è quello solare, per cui se si utilizza il dispositivo l’ultimo giorno del mese si paga il mese per intero. Attivazione e consegna costano complessivamente 10 euro.
La scelta dipende chiaramente dalle proprie necessità. Se si tratta di pochi transiti isolati in mesi diversi, il costo giornaliero di Telepass e UnipolMove può essere vantaggioso. Se invece i viaggi si concentrano in periodi ben precisi – per esempio un paio di settimane ad agosto, le vacanze di Natale, i lunghi ponti e in generale le festività – il modello mensile di MooneyGo può diventare più conveniente: ce la si cava con soli 2,20 euro per un intero mese di utilizzo, invece di accumulare euro per ogni giorno di transito.
Famiglie con due auto: cosa offrono gli operatori
C’è una variabile spesso trascurata quando si parla di telepedaggio: il nucleo familiare con più automobili. In Italia, secondo i dati Aci, una fetta significativa del parco auto circolante riguarda famiglie con due o più veicoli.
UnipolMove fa del secondo dispositivo a canone zero un argomento commerciale particolarmente efficace. Non si tratta di una promozione temporanea, ma di una caratteristica strutturale dell’offerta: chi attiva il primo abbonamento ottiene anche il secondo dispositivo senza alcun costo mensile aggiuntivo. Per una famiglia con due auto che percorre autostrade con una certa regolarità, questo può tradursi in un risparmio consistente nell’arco di qualche anno.
Telepass Sempre e MooneyGo rispondono con una soluzione alternativa, cioè permette di associare fino a due targhe per singolo dispositivo. In pratica, con un solo transponder si possono gestire due veicoli, a condizione, ovviamente, che non viaggino contemporaneamente. È una soluzione pensata per chi ha due auto, ma in autostrada le usa in modo alternato, situazione piuttosto comune nelle famiglie italiane.



