Papa: “Multilateralismo in crisi, oggi multipolarismo conflittuale”

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Papa Leone, prima di entrare all’interno della sala per parlare ai partecipanti alla Sessione annuale del Consiglio di Amministrazione dell’organismo delle Nazioni Unite, si è fermato davanti al “Muro della Memoria” del Pam, il Programma Alimentare Mondiale, un monumento dedicato a tutti i funzionari, operatori umanitari e membri del personale (171) che hanno perso la vita in servizio nel tentativo di sconfiggere la fame nel mondo. Il Pontefice ha deposto una corona di fiori.

Poi il discorso: “In assenza di un orizzonte etico condiviso in grado di sostenere una cooperazione autentica, il sistema internazionale si è spostato dal multilateralismo verso ‘un multipolarismo disordinato e conflittuale, in cui prevale un clima di sfiducia’”. E ancora: “L’ordine internazionale è diventato sempre più frammentato, in parte a causa della crisi del sistema multilaterale”.

La crisi del multilateralismo ha come “conseguenza” il fatto che “gli Stati hanno sempre più destinatole proprie risorse alla sicurezza nazionale, alla crescita economica e alla stabilità interna, trascurando lo stretto legame tra queste questioni e la cooperazione multilaterale”.

E poi: “Questa tendenza rivela un paradosso sorprendente: una capacità produttiva globale senza precedenti coesiste con l’espansione di zone di estrema vulnerabilità. Le stesse forze che guidano la crescita economica spesso esacerbano l’esclusione e l’emarginazione”, ha sottolineato Leone XIV.

Quindi “sebbene alleviare la sofferenza umana sia ampiamente riconosciuto come essenziale in linea di principio, le questioni umanitarie rischiano sempre più di essere relegate a un posto secondario tra le priorità internazionali. È proprio nel divario tra il riconoscimento in linea di principio e la priorità data nella pratica che assistiamo alla progressiva burocratizzazione della solidarietà, insieme alla silenziosa mercificazione della vita umana”, ha concluso il Pontefice.

Rispetto ancora alle crisi internazionali e ai diritti umani fondamentali, come ovviamente il diritto a una sana alimentazione, Prevost ha detto: “È importante resistere alla mercificazione dei bisogni umani fondamentali. Cibo, acqua e assistenza sanitaria non possono essere subordinati a considerazioni di mercato o interessi geopolitici.

L’accesso a un’alimentazione adeguata è un diritto umano fondamentale, fondato sulla dignità di ogni persona. Soddisfare questo bisogno non solo allevia la sofferenza, ma affronta anche le cause profonde dell’instabilità geopolitica. In effetti, la sicurezza alimentare è una componente essenziale della sicurezza globale e integrale”.