Dopo le tappe nei porti spagnoli di Valencia, Malaga, Cadice e Las Palmas de Gran Canaria, il veliero dell’ONG ha preso il largo ieri sera verso L’Avana per sostenere l’autosufficienza energetica dell’Ospedale Pediatrico Juan Manuel Márquez.
Lanzarote (SP) – Questa mattina Astral, il veliero della ONG Open Arms, ha lasciato le acque spagnole da Lanzarote per intraprendere la traversata atlantica verso Cuba. Dopo aver toccato i porti di Valencia, Malaga, Cadice e Las Palmas de Gran Canaria – dove si sono tenuti incontri pubblici, conferenze stampa e iniziative di solidarietà – la nave è ora diretta verso L’Avana nell’ambito della missione Rumbo a Cuba, promossa da Open Arms insieme a oltre venti organizzazioni sociali e politiche internazionali.
La missione ha un obiettivo concreto e urgente: sostenere l’autosufficienza energetica dell’Unità di Terapia Intensiva dell’Ospedale Pediatrico Juan Manuel Márquez di L’Avana, attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici in grado di rafforzarne la capacità operativa in un contesto di grave crisi energetica. Ma la portata simbolica e politica del viaggio va ben oltre il carico a bordo: Open Arms intende tenere alta l’attenzione della comunità internazionale sulle conseguenze umanitarie di oltre sessant’anni di embargo, ulteriormente aggravate dal recente inasprimento delle sanzioni.
Non è la prima volta che Open Arms sceglie di essere presente dove c’è bisogno di aiuto. Due anni fa, nel marzo 2024, la nave Open Arms aveva aperto insieme a World Central Kitchen il primo corridoio umanitario marittimo verso Gaza dopo vent’anni di blocco navale israeliano, consegnando 200 tonnellate di cibo a una popolazione sull’orlo della carestia. La missione fu interrotta dopo che un attacco israeliano costò la vita a sette operatori umanitari della ONG partner. Gaza non era dimenticata: era sotto assedio, e Open Arms aveva scelto di testimoniarlo.
Quel filo non si è spezzato. Pochi giorni fa la nave Open Arms ha preso parte alla Global Sumud Flotilla, la più grande mobilitazione marittima civile internazionale a sostegno di Gaza. Open Arms ha operato a fianco della flottiglia con un ruolo di supporto tecnico, sanitario e logistico, fino a quando la marina israeliana non ha intercettato le imbarcazioni il 29 aprile in acque internazionali al largo di Creta, a 670 miglia dalle acque territoriali israeliane. Un atto che Oscar Camps, fondatore della ONG, ha definito senza esitazione pirateria.
È in questo solco che si inserisce la missione verso Cuba. Il blocco economico, commerciale e finanziario imposto all’isola da oltre sessant’anni colpisce prima di tutto la popolazione civile – i bambini ricoverati in un reparto di terapia intensiva, le famiglie che non hanno accesso all’energia, ai farmaci, alle cure.
Open Arms sceglie ancora una volta di essere presente, in mare e all’Avana, per affermare con i fatti i principi del diritto internazionale umanitario. Gli occhi su Cuba non si chiudono.
Prima di raggiungere L’Avana il veliero Astral farà un breve scalo in Messico, dove si uniranno al viaggio rappresentanti istituzionali, personalità del mondo culturale e creatori di contenuti che contribuiranno a dare voce alla campagna e a rafforzare la rete internazionale di solidarietà.



