Un grande murale e, forse, una statua. Sono queste due delle idee sulle quali l’amministrazione comunale intende lavorare per rendere omaggio a una delle figure più amate nella storia del Livorno Calcio
A fare il punto è il sindaco Luca Salvetti, che sottolinea come il percorso per individuare le forme di ricordo più adatte dovrà comunque nascere da una scelta condivisa. “Mille persone mi hanno chiesto che cosa facciamo per ricordarlo e tantissimi hanno cominciato a lanciare idee: tutte belle e suggestive.
Questo è il segnale di una città che vuol amare ancora Igor attraverso gesti e realizzazioni”. “Non spetta a me scegliere cosa fare – prosegue Salvetti – Dovrà essere una decisione comune che coinvolgerà in primis la famiglia e poi tutto il mondo che ha messo Protti al centro.
Parleremo con intelligenza e cuore di intitolazioni, statue, murales e altro. Lo faremo con la delicatezza che tutto ciò richiede e con la sensibilità da dimostrare nei confronti di tutto e tutti”.
Tra i temi già emersi nel dibattito cittadino c’è quello dell’eventuale intitolazione dello stadio. Un’ipotesi sulla quale il primo cittadino invita alla prudenza, ricordando il valore storico e simbolico del nome che l’impianto porta oggi. “Lo stadio di Ardenza non è come il San Nicola di Bari o il San Paolo di Napoli, dove è semplice abbinare un’altra intitolazione.
Il nostro impianto porta il nome di Armando Picchi, una figura mitica, un livornese che ha dato lustro alla città, un uomo a cui intere generazioni hanno guardato con affetto e ammirazione”, spiega il sindaco.
Per questo, aggiunge, “non possiamo permetterci di cancellare questa cosa per rispetto di Armandino e della sua famiglia. Dobbiamo trovare la soluzione giusta e in questo serve l’aiuto di tutti nel valutare le possibilità migliori. Lo stadio quindi non vedrà cancellato il nome di Armando Picchi… vediamo cosa ci viene in mente”.



