Il corteo medioevale con tamburi e bandiere inizierà alle 21,30, mentre alle 22,30 è in programma la cinquantesima edizione del Palio del Pappagallo, organizzata dai Balestrieri di Roccapiatta. La sfida è genuinamente locale, con i prarostinesi di valle e quelli di monte che si contendono il premio della loro abilità nel tiro con la balestra da banco.
La Compagnia Balestrieri di Roccapiatta è nata come gruppo folkloristico nel 1976, con il supporto della Pro Loco di Prarostino, con l’intento di far rivivere le antiche tradizioni locali. La sua fondazione si basa su documenti storici risalenti alla fine del 1300, che testimoniano l’esistenza di una compagnia di balestrieri, regolata da uno statuto che stabiliva le regole per la gestione delle balestre fornite dal Comune.
Era previsto che un fidejussore si facesse garante per i costi delle balestre, l’uso e l’allenamento, oltre all’organizzazione generale delle attività. I balestrieri avevano il compito di difendere il territorio pinerolese, sotto il dominio dei Principi d’Acaja, e partecipavano a sessioni di allenamento culminanti nella Manifestazione del Tiro di San Lorenzo. Dal 1987 la compagnia è affiliata alla Lega Italiana Tiro alla Balestra Antica e partecipa con successo ai campionati nazionali, di cui ha organizzato diverse edizioni proprio a Prarostino.
Sono numerose le partecipazioni a gare all’estero e molto stretti i legami con gruppi analoghi in Austria, Ungheria, Francia e Svizzera, in particolare con quello del Comune elvetico gemellato di Mont-sur-Rolle. La compagnia partecipa anche a sagre e manifestazioni, tra cui la rievocazione della Maschera di Ferro di Pinerolo. Il Palio del Pappagallo è l’occasione per far conoscere al pubblico i diversi gruppi che compongono la compagnia: il Porta Gonfalone, i balestrieri, la squadra di tamburini e sbandieratori e il corteo storico.
I costumi indossati durante le sfilate sono semplici e di colori tenui, ideati per trasportare gli spettatori nell’atmosfera medievale, evitando sfarzi eccessivi. La gara deriva il suo nome dal trofeo in ceramica, un pappagallo, che viene assegnato ai vincitori. Nei documenti storici si racconta che, durante gli allenamenti, la compagnia utilizzava un pappagallo come bersaglio.
Il Palio si svolge ogni anno in un sabato all’inizio di luglio dopo il tramonto, e vede contrapporsi le squadre di Prustin d’aval (Prarostino di sotto) e Prustin da munt (Prarostino di sopra). Dopo la gara a squadre, si disputa la sfida individuale su un unico bersaglio, realizzato in corniolo o tasso, con tutti i balestrieri che scoccano le loro frecce. La balestra usata nelle gare è una fedele riproduzione delle armi da posta utilizzate tra il XIV ed il XVI secolo. È composta da un teniere in legno massiccio scolpito, al quale è applicato un arco d’acciaio, con corda ed accessori di mira rigorosamente attinenti all’epoca.
Le balestre hanno un peso che si aggira intorno ai 10 kg e, a differenza delle più maneggevoli balestre da braccio, per essere utilizzate hanno bisogno di un banco d’appoggio e un martinetto per la carica delle frecce. Le frecce sono dette verrette e vengono scagliate sul bersaglio da una distanza di 36 metri con una potenza allo sgancio che può raggiungere i 1.500 kg.



