Venezuela. Prima notte dopo il terremoto

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Decine di famiglie costrette a dormire sull’asfalto, sotto il cielo, con una coperta come unico rifugio.

Bambini, anziani, madri e padri trascorrono la notte lontano dalle proprie case, tra la paura delle scosse di assestamento e l’incertezza di ciò che porterà il domani.
Questa immagine ci ricorda quanto sia fragile la nostra quotidianità. In pochi istanti, una casa può diventare inagibile, le certezze possono crollare e l’unica cosa che resta è la speranza di essere vivi e di poter ricominciare.
Di fronte a tragedie come questa non dovrebbero esistere confini, bandiere o divisioni. Esiste solo l’umanità. Il dolore di chi perde tutto è un dolore che appartiene a tutti noi.
Un pensiero di vicinanza al popolo venezuelano, a chi questa notte dormirà per strada, a chi cerca i propri cari, a chi ha paura e a chi, nonostante tutto, continua a trovare la forza di sostenere gli altri.

Che la solidarietà sia più forte del terremoto e che nessuno venga lasciato solo.
Il mondo non dimentichi il Venezuela.