Caro vita, le famiglie italiane tagliano vacanze e grandi acquisti

0
2

Il 2026 si apre con un nuovo giro di vite sui bilanci familiari. Secondo l’ultima rilevazione SWG, condotta a metà giugno su un campione rappresentativo nazionale, la percezione di un aumento generalizzato dei prezzi torna a pesare su tutte le voci di spesa, dal carburante alla spesa alimentare, fino alle bollette di luce e gas.

Una dinamica che si traduce in scelte concrete: oltre la metà degli italiani ha già rinunciato o ridotto gli acquisti più importanti, dalla casa all’auto, e quasi uno su due ha messo da parte le vacanze. Un quadro che riguarda direttamente anche le amministrazioni locali, chiamate a fare i conti con una domanda crescente di sostegno al reddito e, nelle aree urbane più grandi, con un clima sociale percepito come più teso.

56% RINUNCIA A CASA O AUTO 49% RINUNCIA ALLE VACANZE 87% PERCEPISCE CARBURANTE PIÙ CARO 55% TENSIONE SOCIALE NELLE GRANDI CITTÀ

I rincari più sentiti: carburante ed energia in testa

Il sondaggio chiede ai cittadini di indicare, per una serie di prodotti e servizi, se i prezzi sono percepiti in aumento, stabili o in diminuzione rispetto agli ultimi mesi. Il dato più netto riguarda benzina e gasolio, che l’87% degli intervistati considera in aumento, con un balzo di 43 punti percentuali rispetto al 2025: il rincaro più marcato registrato dall’indagine.

Seguono i generi alimentari, percepiti più cari dall’80% del campione (+9 punti), e le utenze domestiche, indicate dal 75% (+13 punti). In crescita anche la percezione di rincaro su trasporti, ristorazione, servizi alla persona e telefonia, segno che l’inflazione percepita non si concentra più solo su energia e carrello della spesa, ma si è estesa a quasi tutte le voci del bilancio familiare.

Cambiano le abitudini di spesa: rinunce in crescita su tutti i fronti

Alla percezione di un caro vita più diffuso corrisponde un cambiamento concreto nei comportamenti di acquisto. Più della metà dei cittadini dichiara di avere già rinunciato o ridotto gli acquisti importanti come casa e auto (56%, +14 punti rispetto al 2025), seguiti da spese per ristoranti e pizzerie e per il divertimento, entrambe al 55% (+8 punti).

In crescita anche le rinunce su consumi culturali (53%) e attività sportive come abbonamenti a palestre e piscine (52%).

Il dato che segna il cambiamento più netto rispetto allo scorso anno riguarda però le vacanze: il 49% degli italiani ha già rinunciato o pensa di farlo, con un incremento di 12 punti, il secondo più alto dopo quello sugli acquisti di casa e auto.