Quindi so bene cosa significava decidere allora: nel buio più totale, contro qualcosa che nessuno al mondo conosceva ancora, con milioni di vite sulle spalle e nessuno che ti dicesse come si fa
Per questo abbiamo il dovere di indignarci e alzare la voce e denunciare lo squallido sciacallaggio costruito dalla destra contro il Movimento 5 Stelle e il Presidente Conte.
Da settimane i giornaloni della famiglia Angelucci – sì, quell’Angelucci che si è fatto eleggere con la Lega e che in Parlamento non si presenta mai – agiscono come un megafono della propaganda della destra, rilanciando quasi a penne unificate la stessa narrazione.
Lo dipingono come un fuggitivo, riciclano accuse già smentite, parlano di mascherine e ventilatori evocando presunte tangenti.
Non è informazione: è un processo mediatico costruito per riscrivere la storia della pandemia e trasformare chi ha governato l’emergenza in un capro espiatorio.
Eppure lo sappiamo tutti: quelle accuse, nei procedimenti giudiziari, non hanno trovato conferma e si sono via via sgonfiate fino alle archiviazioni. Ma questo ai giornali di Angelucci e alla destra non interessa.
Lo dimostra anche il tentativo della maggioranza, nella Commissione d’inchiesta sul Covid, di escludere dall’analisi proprio le Regioni, che hanno competenza sulla sanità. E guarda a caso le più colpite sono ed erano governate dalla destra. Se davvero cercassero la verità, partirebbero da lì. Invece cercano un bersaglio politico.
La verità è che la destra preferisce processare il passato perché è allo sbando e non sa difendere il proprio presente. Mentre il Governo Meloni colleziona fallimenti su sanità, salari, industria e costo della vita, prova a spostare l’attenzione costruendo un nemico.
Conte ha retto l’Italia nel momento più buio del Dopoguerra e non si è mai nascosto: ha chiarito davanti ai magistrati, ha risposto pubblicamente decine di volte, si è sempre detto disponibile a essere ascoltato.
È facile fare processi a tavolino, anni dopo, con giornali amici a fare da cassa di risonanza. Molto più difficile è assumersi la responsabilità di decidere quando ogni scelta può significare salvare vite umane e quando gli altri – da Meloni a Salvini – sbraitano tutto e il contrario di tutto per raccattare qualche consenso.
A chi continua a gettare fango sul M5S, rispondiamo con i fatti, con la verità e con la piena vicinanza al nostro Presidente, Giuseppe Conte. Non un passo indietro.
Chiara Appendino



