A Roma la presidente della Regione Proietti all’Assemblea nazionale Anbi: “L’acqua è infrastruttura di cittadinanza e leva di coesione delle aree interne”
Perugia – Le aree interne rappresentano una risorsa strategica da valorizzare attraverso investimenti, infrastrutture, servizi e politiche di sviluppo capaci di generare nuove opportunità di crescita, lavoro e permanenza nei territori”. Lo ha affermato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, intervenendo questa mattina a Roma, al Carpegna Palace Hotel, all’Assemblea dell’Anbi, l’Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, dedicata al tema “L’acqua è strategia: il modello italiano per la sicurezza, la crescita e la pace”.
La presidente Proietti ha preso la parola nella sessione “Politiche e risorse della coesione. Crescita, sviluppo e lavoro nelle aree interne” e alla stessa sessione sono intervenuti Massimo Gargano, direttore generale ANBI, Giuseppe Romano, coordinatore della Struttura di missione ZES Unica, Luigi D’Eramo, sottosegretario all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Ilaria Fontana, membro della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei Deputati, e Piero Comandini, presidente del Consiglio regionale della Sardegna.
Nel suo intervento, la presidente ha richiamato il ruolo delle aree interne come parte essenziale dell’identità, della coesione e della capacità produttiva del Paese: “Sono territori che custodiscono risorse ambientali, produzioni agricole e agroalimentari di qualità, patrimonio culturale e artistico, biodiversità, competenze, mestieri e comunità che contribuiscono in modo determinante alla tenuta dell’Italia. Non sono aree marginali da assistere, ma luoghi nei quali investire per costruire futuro”.
La presidente Proietti ha sottolineato come il tema assuma un valore particolare per l’Umbria anche nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco: “Il centenario francescano ci richiama alla riscoperta dell’autenticità dei territori, dei borghi, delle comunità e dei paesaggi che fanno delle aree interne non una periferia, ma il cuore più profondo e riconoscibile dell’Umbria e dell’Italia. La lezione di Francesco ci parla di cura del creato, sobrietà, comunità e responsabilità: valori che oggi diventano anche una chiave moderna per ripensare sviluppo, coesione e qualità della vita”.
La presidente ha quindi evidenziato il ruolo centrale della politica di coesione. “La coesione – ha affermato – non è soltanto riequilibrio territoriale, ma una condizione per rafforzare la competitività complessiva del Paese. Significa ridurre le distanze infrastrutturali, economiche e sociali che separano territori e comunità, ma anche costruire strategie capaci di mettere in relazione infrastrutture, servizi, attività produttive, tutela delle risorse naturali e qualità della vita”.
In questo quadro, ha ricordato Proietti, il Programma regionale FESR Umbria 2021-2027 dispone di una dotazione complessiva di 523,66 milioni di euro, con oltre l’80 per cento delle risorse già programmato o delineato. “Le principali direttrici di intervento – ha spiegato – riguardano ricerca, innovazione, competitività del sistema produttivo, transizione energetica e digitale, sostenibilità ambientale, mobilità urbana sostenibile, cultura, innovazione sociale, strategie territoriali e housing sociale”.
Particolare rilievo è stato attribuito alle strategie territoriali, Agenda Urbana e Aree interne, nell’ambito dell’obiettivo europeo di una Europa più vicina ai cittadini.
“La governance e la co-progettazione – ha detto la presidente – sono il filo conduttore delle strategie territoriali del Programma FESR, perché solo partendo dai bisogni reali delle comunità e dal coinvolgimento degli attori locali è possibile costruire interventi efficaci e duraturi”.
Per l’Umbria, nel ciclo 2021-2027, sono state riconfermate le tre aree interne Sud Ovest Orvietano, Nord Est Umbria e Valnerina, già presenti nel ciclo precedente, e sono state individuate due nuove aree, Media Valle del Tevere e Unione dei Comuni del Trasimeno. Complessivamente sono coinvolti 59 comuni su 92, pari al 52 per cento dei comuni umbri e al 28 per cento della popolazione regionale. Le risorse destinate alle strategie per le aree interne ammontano a 61,21 milioni di euro, tra fondi nazionali, FESR e FSE+.
Al centro dell’intervento, il tema dell’acqua come fattore decisivo per la permanenza delle comunità, la sicurezza dei territori e lo sviluppo economico locale. “L’acqua – ha dichiarato Proietti – non è soltanto una risorsa produttiva o ambientale, ma una vera infrastruttura di cittadinanza. Dove l’acqua è disponibile, gestita e governata in modo efficiente si rafforzano le condizioni per il lavoro, per l’impresa, per l’agricoltura e per la permanenza delle giovani generazioni nei territori”.
La presidente ha quindi indicato alcune priorità: infrastrutture idriche, capacità di accumulo, manutenzione del territorio, modernizzazione dei sistemi irrigui, prevenzione del rischio idrogeologico e valorizzazione delle filiere produttive locali. “Sono interventi – ha aggiunto – che producono benefici economici, ambientali e sociali, contribuendo a generare occupazione qualificata e sviluppo diffuso”.
La presidente Proietti ha poi richiamato il tema del diritto di rimanere e, per i giovani, anche del diritto di tornare. “Occorre garantire servizi essenziali, sanità territoriale, istruzione, mobilità, connessione digitale, opportunità di lavoro, spazi di aggregazione, sport, formazione e qualità dell’abitare. Solo così le aree interne potranno essere luoghi nei quali scegliere di vivere, lavorare, fare impresa e costruire il proprio progetto di vita”.
La presidente ha infine richiamato la necessità di rafforzare la capacità amministrativa degli enti locali, soprattutto nei piccoli comuni, e di guardare alla politica di coesione post 2027 come a una politica strutturale e non episodica.
“Le aree interne possono diventare luoghi di innovazione, produzione, qualità della vita e coesione sociale, se sapremo riconoscere nell’acqua, nelle infrastrutture adeguate e nella valorizzazione delle risorse locali alcuni dei principali fattori di crescita e competitività del Paese”.
Nel corso dell’Assemblea nazionale sono intervenuti anche i ministri delle politiche di coesione e dell’agricoltura Tommaso Foti e Francesco Lollobrigida che hanno illustrato i programmi dei rispettivi ministeri e i risultati raggiunti.



