Il buon Giorgetti ieri ha partecipato all’assemblea dell’ANIA (Associazione nazionale imprese assicurative)

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Dal suo intervento, si può dedurre qualche informazione che ha trovato poco spazio nel dibattito pubblico perché, si sa, meglio tenere basse certe notizie in modo da agevovale Meloni che così può continuare sia a definirsi “amica delle imprese” (non disturbare chi fa) sia a lisciare il pelo ai negazionisti della crisi ambientale (dice che lotta contro l’ideologia green) in maniera da potersi tenere buone le lobby dei fossili.

Giorgetti ha ammesso che ci troviamo di fronte a una crisi ambientale molto severa. Buongiorno Ministro! È per questa ragione che “abbiamo stimolato la consapevolezza della protezione”.

Tradotto: il governo ha imposto l’obbligo di stipulare una polizza catastrofale a tutte le imprese. Anche alle piccole. Insomma, il ministro confessa di riconoscere l’emergenza ma ne scarica gli oneri sulle imprese mentre mortifica gli investimenti in mitigazione degli effetti dovuti alla crisi.

Mica è tutto! Siccome era di fronte alle imprese assicuratrici, ha promesso loro che ora passerà dalle imprese alle famiglie. Quindi, anche le famiglie saranno oggetto di questo “stimolo alla consapevolezza” ovvero avranno un’altra spesa da affrontare!

Il fatto ancora più importante è che Giorgetti, però, non ha affrontato i problemi derivanti da quest’ennesima imposizione che per ora è a carico solo delle imprese. La condotta delle compagnie assicurative è piuttosto preoccupante.

Molte polizze standard sottoscritte dagli imprenditori contengono una raffica di cavilli che rende quasi impossibile ottenere i rimborsi e, se si rientra nei criteri estremamente stringenti, tra franchigie e scoperti, una parte signicativa del danno resta sempre in capo alle vittime dei disastri ambientali

 Anche l’IVASS (Istituto per la Vigilare delle Assicurazioni) ha chiesto maggiore chiarezza e più trasparenza.

Per concludere, dal momento che le famiglie sono già ostaggio di stipendi troppo bassi, inflazione, tasse, imposte e della carenza dei servizi che le costringe a pagare per curarsi, mancava l’obbligo di stipulare una polizza per piegarle ancora di più