Per il Presidente dell’Associazione bancaria italiana, si tratta della settima rielezione consecutiva dal 2013 a oggi, a conferma di un clima fiduciario che, dalla base associativa del settore creditizio, si estende al mondo economico, industriale e istituzionale
Nel proprio editoriale, in premessa al numero più recente del magazine Banca Finanza, il Direttore Ghisolfi aveva sottolineato come l’auspicio della rielezione presidenziale di Patuelli fosse coerente con la visione di un settore bancario inteso sia come ambito dinamico, competitivo e moderno di servizi tecnologici, finanziari e creditizi, sia come parte della più ampia politica economica, fiscale ed europea del nostro Paese


“In Italia, le Banche fanno più di quanto spetta alla loro missione aziendale e manageriale in senso stretto, e ciò per un senso di responsabilità sociale, solidale, pubblica e legalitaria”, ha sottolineato Patuelli in uno dei punti in assoluto più centrali del proprio intervento al plenum dell’assemblea di Abi appena svoltasi a Roma

Premiato a Torino con l’Oscar delle Banche, premiato a Roma con la settima conferma consecutiva al Presidenza dell’Associazione che riunisce gli Istituti bancari, erogativi e creditizi attivi in Italia: Antonio Patuelli è stato rieletto per acclamazione e su unanime designazione espressa dal Comitato esecutivo. Il verdetto elettivo è stato ratificato nel corso dell’assemblea pubblica ospitata nel salone congressuale dell’auditorium della tecnica di Roma, alla presenza delle massime Autorità, del Ministro Giancarlo Giorgetti e del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta.

Nel proprio editoriale, introduttivo dello speciale numero del Magazine dedicato agli Oscar delle Banche, il Professor Ghisolfi, amico e storico collaboratore, ha più volte ribadito il valore istituzionale e sociale, oltre che economico e finanziario, della Presidenza di Patuelli, il cui ruolo ha permesso al settore bancario di contribuire alla complessiva tenuta industriale, comunitaria e di equilibrio del Paese, con interventi volti a salvaguardare la presenza fisica delle Banche nei territori, a rafforzare gli strumenti di garanzia per famiglie e imprese, a contenere i costi del debito pubblico, senza rinunciare alla modernizzazione tecnologica dei servizi e accelerando sulla inclusione finanziaria e digitale dove in molti casi gli istituti di credito hanno anticipato l’azione dello Stato nell’interesse dei cittadini.
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