Zona franca Albania: “Fondi Simest coordinati con le no tax area industriali”

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La consociata di Italian Network, la rete aziendale e professionale diretta dal dr Roberto Laera, ha condiviso un intervento, sui social media istituzionali, nel quale ha sottolineato le opportunità legate agli strumenti finanziari – stanziati dalla società del gruppo Cassa depositi e prestiti – e perfettamente armonizzabili con un progetto di insediamento aziendale in uno dei poli per lo sviluppo dei nuovi investimenti innovativi nel territorio albanese, con riferimento soprattutto a Tirana e a Durazzo dove sorgono Teda e Durana

L’incentivo fiscale – come ricordano gli autori del post – esistente nella zona franca, istituita dal Governo albanese, “copre i costi una volta che l’Impresa si è localizzata dentro. La domanda che molte Aziende italiane si pongono, troppo tardi, è come finanziare l’apertura dell’unità operativa. La riserva dedicata ai Balcani Occidentali, del Fondo 394/81 di Simest, mette a disposizione una dote globale di 200 milioni di euro per gli operatori economici che esportano, importano o sono presenti, anche all’interno di una filiera, in Albania e negli altri cinque Paesi dell’area della penisola balcanica”.

A destra nella foto, il CEO di Italian Network Roberto Laera durante un evento fieristico di presentazione dei parchi scientifici e tecnologici albanesi 

Le condizioni – proseguono – “prevedono un tasso particolarmente agevolato, una quota a fondo perduto del 10 per cento del totale dell’investimento ammesso, e l’esenzione dalla presentazione di garanzie reale. A questo è stata aggiunta la linea della Transizione digitale ed ecologica, ora estesa alle imprese anche non esportatrici che fanno parte di una filiera a vocazione internazionale, con una quota di rafforzamento patrimoniale innalzabile fino all’ottanta per cento per le imprese titolari di interessi nei Balcani occidentali”.

Nel frattempo, e in coerenza con il cronoprogramma del governo Rama, il parco scientifico e tecnologico TEDA Tirana “passa dal progetto al cantiere – concludono da Italian Network – Un incentivo fiscale, in sé, vale poco se l’area non dispone di una rete elettrica, una dogana o un edificio amministrativo. In tal senso, sono iniziati i lavori della seconda fase che riguardano la realizzazione di immobili terziari per dogana e fisco, e la parcellizzazione dell’area in lotti funzionali assegnabili alle singole aziende. II Comune di Tirana, che amministra la zona come primo ente pubblico locale a gestire una zona economica franca, ha indicato come priorità i Data center ei lavori legati a IT e intelligenza artificiale, con l’obiettivo dichiarato di rendere la Capitale albanese al pari di un nodo regionale per la generalità dei centri di elaborazione dati balcanici”.