Dalla paura al sogno: Claudio Baglioni riparte da Piazza di Siena e arriva ai Fori

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Ci sono viaggi che nascono da una partenza. E poi ci sono viaggi che nascono da un ritorno.

Il GrandTour “La vita è adesso” di Claudio Baglioni, rinviato dopo il problema di salute che nei mesi scorsi aveva costretto l’artista a fermarsi, appartiene alla seconda categoria e ormai non è soltanto un tour celebrativo dedicato ai quarant’anni dell’album più venduto della storia della musica italiana, ma anche il racconto di una rinascita personale, professionale e umana.

“La vita è adesso”, pubblicato nel 1985, resta il disco dei record della discografia italiana, con oltre quattro milioni di copie vendute e una serie di primati ancora imbattuti.

Baglioni ha raccontato di aver avuto paura che quel problema di salute che lo ha costretto a rimandare il tour potesse impedirgli di tornare sul palco. Paura che la sua voce, il suo pubblico e quel lungo abbraccio costruito in decenni di musica potessero interrompersi all’improvviso. E invece oggi, proprio perché quella paura è stata superata, il ritorno assume il sapore di una festa ancora più intensa.

Come nelle sue canzoni, dove il futuro è sempre una pagina da scrivere e dove “essere uomo è non sapere cosa sarà il futuro”, l’artista romano ha scelto di affidarsi ancora una volta al viaggio, alla strada, all’incontro.

E non poteva che ripartire da Roma: il 24 ottobre 2026, da Piazza di Siena, prenderà il via lo spettacolo-evento “Che notte è questa!”, e la scelta non è stata dettata soltanto dal fascino di Villa Borghese. È. soprattutto. una scelta del cuore: è lì, in quel manto erboso, che affondano le radici di una delle stagioni più straordinarie della sua carriera, quella di “Alé-Oó”: il leggendario concerto del 1982 che trasformò Piazza di Siena in una gigantesca arena popolare e che ancora oggi rappresenta uno dei simboli della musica dal vivo italiana.

Il GrandTour coinvolgerà oltre venti musicisti e decine di professionisti, persone che hanno condiviso con il cantautore il peso dell’incertezza e che oggi sentono il bisogno di ritrovarsi esattamente da dove tutto sembra poter rinascere. Come se, dopo una deviazione imprevista, il viaggio dovesse necessariamente tornare al punto da cui riprendere il cammino: “strada facendo vedrai”.

Il significato del progetto si comprende fino in fondo guardando anche il suo punto d’arrivo: il 23 ottobre 2027, esattamente un anno dopo, il GrandTour si concluderà infatti in un altro luogo simbolico: via dei Fori Imperiali. Un ritorno carico di memoria e significati: lì, con il Colosseo, i Fori e il Vittoriano a fare da scenografia naturale, Baglioni ha firmato alcuni degli eventi più spettacolari della sua carriera.

Tra Piazza di Siena, il concerto con il Vittoriano alle spalle e le grandi serate ai Fori Imperiali, in quattro appuntamenti memorabili è stato raggiunto il traguardo di oltre un milione di spettatori: numeri che raccontano una storia collettiva prima ancora che artistica.

Le due date previste sono due parentesi che racchiudono un’intera avventura: l’appuntamento del 24 ottobre 2026 sarà una vera partenza, un prologo, l’apertura di un cammino. Quello del 23 ottobre 2027, invece, sarà un approdo, una celebrazione finale, l’ultimo capitolo di un racconto lungo un anno.

In mezzo, oltre cinquanta spettacoli distribuiti lungo siti storici, monumenti, piazze, scenari paesaggistici e luoghi simbolo del patrimonio culturale nazionale.

Il titolo “La vita è adesso” oggi sembra assumere un significato ancora più profondo: dopo la malattia, dopo la paura, dopo la necessità di fermarsi, quelle parole non parlano più soltanto di un album entrato nella leggenda. Parlano di una consapevolezza conquistata.

E forse non è un caso che Baglioni abbia scelto di aggiungere a quel titolo una frase che oggi suona come una dichiarazione d’amore alla musica e alla vita stessa: “Il sogno è sempre”.