Depressione, ansia, disturbi del comportamento alimentare: i mesi estivi possono diventare i più difficili dell’anno per chi convive con una fragilità psicologica. Il Gruppo Cidimu rompe il silenzio e garantisce continuità nei percorsi anche durante le ferie
Torino – L’estate è, per definizione, la stagione della spensieratezza. Ma per chi non può permettersi un viaggio, per chi lavora mentre tutti sembrano essere altrove, per chi non ha una rete affettiva con cui condividere le ferie, questa stagione può trasformarsi in un potente amplificatore di solitudine. A complicare il quadro ci sono i social: una vetrina ininterrotta di mari, tramonti, gruppi di amici e famiglie felici, che rende ancora più visibile – e più doloroso – il proprio non esserci.
È su questo scenario che Gruppo Cidimu accende i riflettori, insieme alla Dott.ssa Rimondi, Psicologa.
Il peso del confronto con gli altri
“Chi non riesce a partire, per motivi economici, lavorativi o per l’assenza di una rete di relazioni con cui condividere questo tempo, spesso vive l’estate con un senso di esclusione”, spiega la Dottoressa. “È la conseguenza del confronto continuo con un’immagine collettiva di felicità a cui non si sente di appartenere”. Chi resta in città, da solo, a lavorare o semplicemente senza i mezzi per allontanarsi, rischia di vivere questa esposizione come una conferma della propria inadeguatezza, anche quando la propria condizione non avrebbe nulla di anomalo.
“La performatività della felicità che i social impongono in questo periodo crea una pressione silenziosa”, continua la Dott.ssa Rimondi. “Non basta stare bene: bisogna mostrarlo. E chi non ha nulla da mostrare, finisce per sentirsi messo ai margini”.
L’impatto cognitivo può essere imporante, ecco alcuni segnali a cui prestare attenzione.
– Spossatezza e apatia persistenti, spesso accentuate dalle alte temperature.
– Senso di colpa o vergogna per la propria condizione, anche quando indipendente da scelte personali.
– Pensieri negativi e autosvalutazione, legati al confronto con gli altri, soprattutto sul piano dell’aspetto fisico, che in estate mette l’accento sui corpi conformi.
Chi è più esposto
“Tendono a essere più colpite le persone che già convivono con una fragilità psicologica, ma anche chi si trova, magari per la prima volta, a confrontarsi con la solitudine” osserva la Psicologa. “Gli impegni quotidiani e una routine consolidata, funzionano spesso come “cuscinetti”: strutturano il tempo, danno senso alle giornate. In estate, le abitudini si modificano, cambiano l’alimentazione e i ritmi sonno-veglia: rifugiarsi dietro la routine non è sempre possibile”
Affrontare questo tipo di disagio richiede alcune strategie concrete:
– Ritagliarsi piccoli momenti di socialità “dal vivo”, in ambienti confortevoli, con persone in grado di ascoltare.
– Non colpevolizzarsi della propria situazione e ridurre l’esposizione ai social, soprattutto a ridosso delle ore dedicate al sonno.
– Creare una routine su misura per questo periodo e che comprenda dei momenti per l’attività fisica all’aperto, utile a migliorare l’umore.
– Non vergognarsi di chiedere supporto a un professionista, soprattutto se il disagio persiste.
“Non minimizzare è il primo passo per una maggiore serenità”. Per questo è importante sapere che chi affronta questa situazione per la prima volta può prenotare senza timore una seduta. Il colloquio si svolge in un clima di ascolto e assoluto rispetto nei confronti di pensieri, sentimenti ed emozioni del paziente. Sarà poi lo specialista ad approfondire alcuni sintomi o aspetti specifici per formulare una diagnosi e definire obiettivi terapeutici condivisi.
Il supporto di Cidimu durante l’estate
Gruppo Cidimu garantisce continuità assistenziale anche nei mesi estivi, con la possibilità di pianificare visite di follow-up, consulenze e migliorare la gestione delle terapie in corso. Una scelta che nasce da una convinzione precisa: chi sta affrontando un percorso per la salute mentale non dovrebbe mai trovarsi senza un punto di riferimento, soprattutto nei mesi più complicati.
Per questo i professionisti di Gruppo Cidimu restano reperibili per aiutare a individuare il percorso più adatto e accompagnare tempestivamente verso un incontro. Perché chiedere aiuto è un atto di cura verso se stessi, mai un segno di debolezza.



