Si accelera per colpire forte e non lasciare scampo all’equità e alla giustizia

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Oggi il governo Meloni emanerà i decreti attuativi della riforma della Corte dei Conti. Si va giù pesanti, contro il volere e gli interessi degli italiani
Per i magistrati contabili, quelli che controllano la spesa pubblica, varrà la separazione delle carriere e una forte gerarchizzazione. Da una parte il governo attua il federalismo fiscale, dall’altra concentra i controlli su eventuali sperperi di denaro pubblico sul Procuratore Generale (nominato dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio) a scapito delle Procure Regionali (qui le nomine seguono regole interne alla Corte).
Meloni vuole decidere chi può essere fermato mentre sperpera i soldi delle tasse degli italiani e chi deve continuare ad agire indisturbato.
E poi c’è il limite di risarcimento dovuto da chi è condannato per colpa grave per danno erariale che è fissato al 30% del maltolto. Amministratori e dipendenti pubblici che sprecano, avranno vita più facile e godranno di un conveniente sconto se beccati e condannati (condizione che sarà sempre più complicato fare avverare).
Naturalmente, il 70% rimanente lo pagheranno i contribuenti. Cornuti e mazziati.
Meloni, Salvini e Tajani spieghino ai cittadini perché diavolo i colletti bianchi devono essere così protetti mentre ai cittadini restano le tasse da pagare per riempire i buchi che fanno e tutte le carenze di un Paese in cui la Sanità e tutti i servizi sono sempre più in affanno malgrado le tasse troppo alte.