Cose mai viste!
Eppure, in questi giorni, e in particolare oggi, gli stessi giornalisti che a noi espulsi per non aver dato la fiducia a quel Governo dell’assembramento davano degli irresponsabili e dei populisti, oggi ci fanno lezioni su come si dovrebbe affrontare il cambiamento climatico e sull’urgenza che si dovrebbe usare nel mettere in campo azioni per mitigarne gli effetti.
Ma mentre baciavano la pantofola al banchiere, si guardarono bene dal contestare, o perlomeno riportare, la legge con cui Draghi e la sua maggioranza (quest’ultima indispensabile per pigiare bottoni per conto del Capo) eliminarono il principio secondo cui l’individuazione delle aree per la realizzazione delle opere, degli impianti e delle infrastrutture del PNRR e del PNIEC (Piano nazionale integrato per l’energia e l’ambiente) avrebbe dovuto rispettare l’esigenza della mitigazione degli effetti del cambiamento climatico oltre alla tutela della qualità dell’acqua, del suolo e dell’aria.
Fecero della tutela ambientale carne da macello. Solo noi cercammo di opporci e non riuscimmo a conquistare un po’ di spazio sui media per levare la nostra voce.
Nonostante questa e tante altre oscenità, l’agenda Draghi guida ancora il destino del nostro Paese.



