Aderisco anch’io all’appello per assegnare il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza

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Aderisco anch’io all’appello per assegnare il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza, lanciato dalle pagine di Avvenire dal professor Eugenio Mazzarella
Quello che è accaduto e continua ad accadere a Gaza rappresenta uno spartiacque. Le migliaia di bambini uccisi, le donne e gli uomini, i civili massacrati dall’esercito israeliano, interrogano le nostre coscienze e chiamano in causa i valori sui quali abbiamo costruito le nostre democrazie.
Da una parte c’è la barbarie della guerra, dall’altra il diritto, la democrazia, la dignità della persona umana. Non possiamo abituarci all’orrore. Non possiamo considerare inevitabile che siano i bambini a pagare il prezzo più alto.
Le ultime parole di Netanyahu confermano quanto la pace sia ancora lontana. Ma non può esserci futuro né sicurezza attraverso l’occupazione permanente di Gaza, così come non può esserci pace finché Hamas mantiene le armi e nega a Israele il diritto di vivere in sicurezza. Serve una soluzione politica: il cessate il fuoco, il ritiro israeliano dalla Striscia, il disarmo di Hamas e una prospettiva concreta fondata su due popoli e due Stati.
Per questo oggi abbiamo il dovere di chiedere con ancora maggiore forza all’Italia e all’Europa di riconoscere lo Stato di Palestina e di lavorare perché finalmente nasca uno Stato palestinese libero, sovrano e democratico, accanto allo Stato di Israele.
E per questo aderisco all’appello per il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza.
Sarebbe un Nobel senza nome e senza bandiera. Un Nobel alle vittime più innocenti di questa guerra. E insieme un messaggio al mondo: dopo Gaza, non possiamo più essere gli stessi.