In questo strano Paese che è l’Italia, la stampa dell’establishment riserva paginate intere a capetti che a stento arrivano al 3 per cento
Tipo Carlo Calenda, fiero egocentrista e autocrate di Azione, il suo partitino personale che prima stava a sinistra, poi è stato tentato di sostenere il melonismo e infine si è assestato nel luogo più inutile della politica italiana: il fatidico terzo polo.
Insomma, Calenda è una sorta di barzelletta incazzosa presa sul serio da chi vorrebbe questo Paese governato sempre da tecnocrati (Draghi) o da premier anonimi e senza voti (Gentiloni). Così a furia di essere preso sul serio, Calenda ha perso la percezione critica di se stessa, cioè quella di un nanetto centrista, e si fa veggente con previsioni ardite.
Tipo quella di ieri sulla Stampa: “Sono convinto che il centro prenderà più voti di Vannacci”.
Mò ce lo segniamo, davvero. Curiosi di assistere nell’aprile del ‘27 a questo derby tra barzellette viventi e non allineate. Eh sì. Ché il veggente Carletto dice pure che Vannacci è una barzelletta.



