Piceno in occasione della rassegna “A voi domandiamo di noi – Profezie dei corpi e delle anime”
Inaugurazione: sabato 22 agosto 2026, ore 18.00
Dal 23 agosto al 15 ottobre 2026
Pinacoteca Civica
Piazza Arringo 7, Ascoli Piceno
Dal 23 agosto al 15 ottobre 2026, la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno ospita una selezione di opere di Paolo Maggis nell’ambito della rassegna A voi domandiamo di noi – Profezie dei corpi e delle anime, ideata da Davide Rondoni e realizzata con la collaborazione del curatore Stefano Papetti. L’inaugurazione è in programma sabato 22 agosto alle ore 18.00.
La rassegna propone una riflessione poetica e filosofica sul corpo come luogo di incontro tra la finitezza dell’esistenza e il desiderio di infinito che attraversa l’esperienza umana. Attraverso il dialogo tra poesia e arti visive, il progetto invita il pubblico a interrogarsi sul tema dell’identità in una prospettiva biblica. Il titolo, che riecheggia il passo evangelico «Ma voi, chi dite che io sia?» (Matteo 16,15), trasforma infatti l’identità da affermazione a domanda.
Se il termine greco prósōpon indica il volto, ciò che dell’essere si manifesta allo sguardo dell’altro, il corpo diventa qui il luogo in cui l’identità resta aperta, continuamente interrogata e riconosciuta nella relazione: non una definizione conclusa, ma una ricerca che si compie nell’incontro con l’altro e nella tensione verso l’infinito.
Accanto ai capolavori della collezione permanente della Pinacoteca, il percorso espositivo riunisce opere di Paolo Maggis e Daniela Alfarano, chiamate a confrontarsi con il patrimonio storico del museo in un dialogo che attraversa epoche, linguaggi e sensibilità.
In questo contesto, la pittura di Paolo Maggis si confronta con il corpo come soglia tra presenza e trascendenza. I grandi volti che abitano le sue tele, sospesi tra contemplazione, estasi e inquietudine, sembrano affacciarsi su una dimensione in cui il dato reale si apre costantemente a una possibilità ulteriore. Lo sguardo diventa il punto di massima intensità dell’immagine: un luogo di tensione emotiva e spirituale che coinvolge direttamente l’osservatore e lo conduce a riflettere sulla fragilità dell’esistenza, sul desiderio e sulla ricerca di senso.
La forza della pittura di Maggis nasce dall’equilibrio tra energia gestuale e controllo formale. Velature rapide e trasparenti costruiscono superfici vibranti, mentre sottili tracciati lineari ne definiscono il ritmo compositivo senza limitarne la vitalità.
Le figure emergono da atmosfere sospese, in bilico tra realtà e visione, dando forma a immagini che conservano una forte presenza fisica e, al tempo stesso, evocano una dimensione interiore, aperta al mistero e alla possibilità della trascendenza.
Paolo Maggis è un artista italiano che lavora prevalentemente nella pittura. Nato a Milano il 29 dicembre 1978, tra il 1996 e il 2000 studia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, frequentando il corso di pittura con il professore e artista Beppe De Valle. Conclusi gli studi, inizia la carriera espositiva e nel 2005 si trasferisce a Berlino, dove rimane fino all’inizio del 2008, anno in cui si sposta a Barcellona, città in cui tuttora vive e lavora. Su Paolo Maggis sono stati pubblicati diversi cataloghi, tra cui Paolo Maggis – Monito(r) (Skira), Paolo Maggis, Cacho a Cacho e In Nodum Coacti (Silvana Editoriale).



