Il regista e autore Giuseppe Sciarra compie un salto radicale nella letteratura d’indagine sociale con “Rododendro” (Edizioni Il Viandante), il suo romanzo d’esordio: un’analisi lucida, spietata e necessaria sulla manipolazione affettiva e sul disturbo narcisistico di personalità.
Con quest’opera, Sciarra affronta il lato oscuro dell’identità e delle relazioni contemporanee, attraverso un’analisi lucida e scomoda sui rapporti umani nella società occidentale del XXI secolo.
Il Romanzo: un viaggio nei labirinti della dipendenza psicologica
“Rododendro” non concede sconti. È una discesa agli inferi per il giovane protagonista, vittima di quella manipolazione affettiva che oggi gli esperti definiscono una vera e propria emergenza sociale. Attraverso una narrazione tagliente e priva di filtri, l’autore descrive il disturbo narcisistico non come una semplice etichetta clinica, ma come una prigione psicologica devastante.
Il titolo stesso svela la chiave di lettura dell’inganno: il rododendro è un fiore di straordinaria bellezza ma altamente tossico, esattamente come le relazioni affettive malate che il libro scarnifica pagina dopo pagina.
Un riscontro internazionale e transmediale
Sebbene affondi le radici nella sensibilità e nel vissuto dell’autore, il progetto ha rapidamente varcato i confini nazionali. Nato in sinergia con la fotografa Priscilla Nutshell, il libro è parte integrante di un’opera transmediale che ha raccolto prestigiosi riconoscimenti globali:
- L’indicizzazione sulla piattaforma londinese HENI News, punto di riferimento per il monitoraggio dei trend dell’arte contemporanea globale.
- L’inserimento su ArtFacts, che riconosce ufficialmente il libro come opera letteraria all’interno di un più ampio percorso visivo e concettuale.
- L’archiviazione del dossier all’interno dei prestigiosi fondi del Palais de Tokyo di Parigi.
Verso il ReWriters Fest: il focus sul narcisismo digitale
Il percorso di approfondimento culturale legato ai temi di Rododendro continua a far tappa sui principali palchi del dibattito contemporaneo.
Il prossimo 22 novembre, Giuseppe Sciarra sarà tra i protagonisti del ReWriters Fest, il festival del movimento culturale fondato da Eugenia Romanelli dedicato alla riscrittura dell’immaginario della contemporaneità.
Sciarra, insieme a Priscilla Nutshell, curerà l’appuntamento dal titolo “Narcisismo digitale: come sfuggire alla dittatura degli algoritmi” (con gli interventi di Eduardo Purgatori e Ginevra Colonna, moderati dall’editorialista di Linkiesta Francesco Lepore). Un’occasione imperdibile per estendere la riflessione letteraria del romanzo alle derive narcisistiche e relazionali imposte dalla società digitale e iperconnessa.



