Ho un’amica che lavora a New York. Fa ricerca biomedica. Aveva accettato un lavoro precario a Bergamo ma faceva fatica a mantenersi. Poi è arrivata la chiamata di un’università americana, l’hanno messa a capo di un team e la pagano abbastanza per vivere bene non a Bergamo ma, pensate, a New York. Lei è contenta ma ha un po’ nostalgia di casa, la madre è anziana e le dispiace che sia rimasta sola.
Va bene, le cose che sappiamo. Da un po’ di tempo quest’amica mi manda link di pagine Instagram che si chiamano tutte, grossomodo, Mamdani fa le cose.
Un bambino chiede al sindaco di aprire un parco e dopo poco il parco è aperto, c’è un cestino dell’immondizia rotto e la sera è riparato, lui che fa video in tutte le lingue, pubblica gli errori per dimostrare che non sono video fatti con l’IA, regala biglietti agli studenti, tassa le case vuote dei ricchi. Ogni giorno, la mia amica invia. Io le mando indietro Vannacci. Lo faccio per il suo bene: per placare un poco la nostalgia di casa.
Il patriarcato mediterraneo, l’uomo che cura e protegge e non si lascia andare ai sentimenti. Al principio ridevamo molto. Poi abbiamo riso meno. Le concubine, il femminicidio non esiste, i gusti lesbici. Un gusto, ogni riccio un capriccio. Poi non abbiamo riso più.
No all’aborto, niente gay in tv. Lei mi ha mandato un video in cui Mamdani fissa a cento dollari il prezzo calmierato per un certo numero di biglietti degli US Open di tennis perché lo sport è di tutti, ha detto, è della città. Io le ho mandato Vannacci che propone l’educazione miliare a scuola, poi per assonanza le ho messo il link di Italiana, il nuovo canale Rai che prende il posto di Rai scuola.
Lei mi ha chiesto come, educazione militare a scuola? Le parate, come nelle dittature? Mi sono ricordata di quando andavo a scuola, in Spagna, e c’era il dittatore. Mia madre non poteva guidare né avere un conto corrente. Ma infatti nessuna donna lo voterà mai, questo Vannacci, ha detto la mia amica. Mah. Magari invece sì. Figurati. Eh
Concita de Gregorio



