La foto, quella foto, è una stilettata al cuore. L’edicola, bellissima, nel cuore della città, di una qualsiasi, la donna che si ferma, scorre con occhi curiosi le novità, perlustra con lo sguardo le copertine dei settimanali.
Vede finalmente l’attore o il cantante del cuore, non può resistere, fruga nel borsellino, estrae le mille lire, le consegna a lui, l’edicolante, il perenne mezzobusto di cui nessuno ha mai visto le gambe, con quella cappina d’ordinanza, sette giorni su sette, dodici mesi all’anno, la faccia buona di chi conosce il mondo e gli uomini.
Il ragazzino che si ferma e con quella vocetta chiede: “Mi può dare cinque bustine Panini per favore?”. E lui, l’edicolante, il cuore d’oro che batte sotto la cappina e il mezzobusto, gliene allunga sei, una è omaggio, così ragazzino qui tornerai.
Poi, a mezza mattinata, arrivano i soliti pensionati. Tra una partita a scopa e magari un cantiere da controllare, l’edicola è una fermata obbligata.
Conoscono il mezzobusto da sempre, in certe città, in certi quartieri tutti si conoscono. Qualcuno compra la Gazzetta e discetta di calciomercato, un altro esplora in quotidiano generalista e si lamenta di tutto: il governo, i politicanti, il prezzo della benzina, il colonialismo americano, la cortina di ferro che nasconde la Russia.
Parole, battute, risate, dita sporche dell’inchiostro del giornale sotto quel cielo ancora azzurro e in quell’Italia ingenuamente splendida. Poi, a tarda mattinata, arriva il ragazzo non più bambino e non ancora uomo.
Traccheggia, imbarazzato ondeggia sulle gambe, non vorrebbe essere lì, ma è lì. L’edicolante con la cappina capisce, al segnale convenuto i due spariscono sul retro dell’edicola e ne riemergono poco dopo, il ragazzo, furtivo, con una rivista nel cellophane che contiene un segreto che prude.
C’era una volta l’edicola, cuore di tutto. Oggi, settimana dopo settimana, ne vediamo sparire una. La troviamo, una brutta mattina, con la serranda abbassata e dopo qualche settimana il casotto non esiste più, come vaporizzato.
Nel mio quartiere accoccolato sul mare ne resta una, con una signora coraggiosa che non molla. Ma in 20 anni, si calcola, 18mila edicole hanno chiuso, quasi il 50% del totale.
Non si vendono più i giornali, pochissimi libri, sempre meno riviste. L’Italia, come il resto del mondo, clicca e scrolla, senza emozionarsi più, in una velocissima bulimia di notizie e immagini. E spazza via quel romantico mezzobusto con la cappina, che spalancava a tutti le porte del mondo e dell’immaginazione



