Si è conclusa la missione “Adesso, Odesa”

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Adozione - infanzia - bambini - genitori - famiglia Foto Romano Magrone. Archivio Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento

Si è conclusa la missione “Adesso, Odesa”, promossa dal MEAN (Movimento Europeo di Azione Nonviolenta) e a cui il MoVI – Movimento di Volontariato Italiano ha partecipato con tre propri volontari, insieme ad altri 127 attivisti della società civile italiana ed europea. Il rientro fa seguito a quattro giorni di presenza, condivisione e volontariato accanto alla popolazione di Odessa, città ucraina colpita dall’invasione russa.

Nella giornata conclusiva, i volontari del MoVI hanno preso parte, insieme al resto della delegazione, a un flash mob davanti al Teatro dell’Opera di Odessa insieme alla popolazione ucraina, e a un corteo verso la scalinata Potëmkin con cartelli “Putin go home”, diventato virale sui social ucraini. La delegazione ha inoltre condiviso momenti conviviali e sportivi con i vigili del fuoco della città –  “eroi disarmati” di questa guerra – preparando per loro un pranzo italiano e partecipando a un torneo di calcetto con rappresentative militari ucraine, e ha incontrato amministratori locali italiani e ucraini, con l’impegno reciproco a costruire nuovi Patti di amicizia e solidarietà tra i territori.

Un momento significativo è stato l’incontro con l’Associazione ucraina per l’autogoverno, dedicato ai temi della democrazia, della lotta alla corruzione e del ruolo della società civile nel percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Da questo confronto è nata una prima bozza di proposta per l’attivazione dei Corpi Civili di Pace, già previsti nell’ordinamento comunitario ma mai messi realmente in opera: un testo che sarà condiviso nelle prossime settimane tra le organizzazioni aderenti al MEAN – e dunque anche dal MoVI – e le numerose associazioni civili ucraine con cui la rete è in contatto.

Per il MoVI, l’esperienza dei tre volontari a Odessa conferma quanto sostenuto fin dalla partenza: la scelta del MEAN di non alloggiare negli alberghi ma di disperdersi in case ospitanti e conventi anche fuori città ha permesso incontri personali e un contatto diretto con la quotidianità di chi vive sotto la minaccia dei droni e deve comunque, il giorno dopo, tornare al lavoro. Una verità che il volontariato, quando si fa presenza fisica e non delega, riesce a raccontare meglio di qualunque dibattito a distanza.

Il MoVI rinnova il proprio sostegno alla proposta dei Corpi Civili di Pace Europei e continuerà, insieme al MEAN e alla rete di associazioni civili ucraine, a lavorare sulla bozza emersa dagli incontri di Odessa, convinto che organizzare, preparare e costruire la pace sia un compito che riguarda anche il volontariato italiano, non solo le istituzioni. L’esperienza dei tre volontari rientrati oggi resta a disposizione della rete MoVI per essere condivisa e raccontata nei prossimi mesi.