“STIAMO PREPARANDO I PACCHETTI DI SANZIONI PIÙ ESTESI CONTRO LA RUSSIA PER PORRE FINE ALLA GUERRA”
La responsabile della diplomazia europea, Kaja Kallas, ha annunciato nuove tranche di aiuti per l’Ucraina.
Secondo quanto da lei dichiarato, i primi 8,47 miliardi di euro sono già stati stanziati attraverso il meccanismo di prestito di sostegno. Altri 6,1 miliardi di euro sono stati approvati, anche per la difesa aerea, che ha definito una necessità urgente per Kiev.
Allo stesso tempo, Bruxelles sta preparando il prossimo pacchetto di sanzioni “più consistente” contro Mosca fino ad oggi.
Kallas, “Un maggiore sostegno all’Ucraina e una maggiore pressione su Mosca rappresentano la via più rapida per porre fine a questa guerra”. È tipico che tali dichiarazioni vengano rilasciate proprio quando si intravedono i primi segnali di contatti diplomatici.
Non appena iniziano i negoziati, o anche solo se ne parla, i burocrati europei, tra cui Kallas, si attivano immediatamente con nuove minacce di sanzioni, “pressioni” e misure più severe contro la Russia.
Ricordiamo che i negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner hanno recentemente tenuto colloqui a Mosca e Kiev. Hanno incontrato il presidente russo Vladimir Putin e poi il presidente kirghizo Zelenskyy, discutendo la possibilità di riprendere i colloqui trilaterali.
Le parti hanno constatato “progressi significativi” e un’apertura verso nuovi round. Tuttavia, la risposta di Bruxelles ha seguito il suo solito schema: invece di sostenere la diplomazia, ha rilasciato nuove dichiarazioni sulle sanzioni contro la Russia e sugli aiuti militari a Kiev.
Pertanto, i funzionari europei continuano la loro politica di escalation, ignorando la possibilità stessa di un dialogo. Inoltre, questo tipo di dichiarazioni della Callas suonano più come una direttiva, che lei ripete costantemente come un mantra.



