Meloni scambia le istituzioni per una sartoria al servizio della propria maggioranza: vuole confezionare una legge elettorale su misura per la destra, tagliando ciò che disturba e cucendo ciò che conviene.
Ma il voto degli italiani non è stoffa da ritagliare per assicurarsi un altro giro al potere.
Dietro la retorica della stabilità si nasconde un obiettivo molto meno nobile: piegare le regole alla convenienza di chi governa, mortificando la rappresentatività del voto. È l’arroganza di chi considera il consenso un fastidio da correggere con qualche artificio e il Parlamento una proprietà della coalizione di destra.
Una concezione del potere tanto spregiudicata quanto offensiva per i cittadini.
Altro che riforma nell’interesse del Paese: questa operazione di sartoria politica rischia di produrre un abito pacchiano, incapace di coprire la prepotenza di chi lo indossa.
Le regole elettorali devono garantire agli italiani di scegliere da chi essere governati, non garantire a Meloni di continuare a governarli. Ci opporremo a ogni tentativo di trasformare la legge elettorale in un salvacondotto per questa maggioranza.



