Dopo mesi di studenti e insegnanti cotti nelle aule, il ministero ha stanziato 3.153 euro a istituto per il raffrescamento. Una quarantina di euro ad aula.
Uno si domanda cosa dovrebbe raffrescare una scuola con quaranta euro. Forse può comprare un ventaglio a ogni professore. Oppure un condizionatore a rotelle e organizzare una turnazione: oggi la terza B, domani la seconda C, venerdì, se avanza un po’ di fresco, la quinta A.
Ma c’è di meglio. All’inizio arriverà soltanto il 70 per cento: poco più di 2.200 euro. Intanto possono cominciare comprando la prolunga. Il resto, magari, arriverà insieme al caldo. A giugno.
Rimane poi una curiosità: visto che non sono state aggiunte risorse per la scuola, da dove sono stati presi questi soldi? Dalla manutenzione? Dall’edilizia scolastica? Da qualche altro capitolo destinato a edifici che già oggi avrebbero bisogno di ben altro che di un ventilatore?
Insomma, le scuole cadono a pezzi, ma finalmente potranno cadere a pezzi al fresco.
Aspettiamo fiduciosi il bonus ombrellone a dicembre e il piano termosifoni a Ferragosto.


