Alla fine, con le pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, si è capito che il taglio del bollo auto del 2027 per i veicoli di bassa cilindrata è stato finanziato, per la gran parte, con economie del Pnrr e, per la parte rimanente, con le risorse di una serie di fondi straordinari che nella prassi parlamentare servono a finanziare le “marchette” fuori sacco.
Quindi, non c’è nessuna copertura strutturale.
La maggioranza ha semplicemente deciso di finanziare, in gran parte a debito, un marchettone coi soldi di tante marchette.
Il bonus bollo auto per il 2027 – comunque si giudici la scelta nel merito – non è dunque un taglio della pressione fiscale.
È uno dei tanti bonus che costituiscono la struttura morale, prima che finanziaria, della nostra “democrazia di scambio”.
Carmelo Palma



