La Sala Stampa della Santa Sede ha reso noti i dettagli del lungo “pellegrinaggio” che il Pontefice vivrà dal 6 al 17 novembre prossimi tra Uruguay, Argentina, Perù, per il viaggio apostolico finora più lungo del pontificato
Incontri, celebrazioni, visite, preghiere ai santuari, con tappe in luoghi politici e spirituali ricchi di storia e significato, il ritorno nella diocesi di cui è stato vescovo, Chiclayo, e la giornata nell’Amazzonia peruviana tra missionari e popoli indigeni
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
Dodici giorni senza sosta, una ventina di trasferimenti in aereo e in elicottero, l’incontro con tutte le realtà possibili di ogni Paese – sociali, politiche, ecclesiali -, la visita in palazzi, centri di assistenza, santuari, penitenziari, e il ritorno nella “querida diócesis” a cui rivolse un pensiero alla sua prima apparizione dalla Loggia delle Benedizioni: Chiclayo, la diocesi al nord del Perù di cui è stato pastore.
Il Papa partirà tra qualche giorno in Francia ma già si guarda al prossimo viaggio apostolico del 6-17 novembre in America Latina. Tre tappe, com’è noto – Uruguay, Argentina, Perù – in un arco di tempo che supera quello del viaggio di aprile in Africa e batte quindi il record della trasferta internazionale più lunga per il Pontefice statunitense.
La Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso oggi, 21 settembre, il programma ufficiale del pellegrinaggio latinoamericano che inizierà dalla capitale uruguaiana Montevideo, dove il Papa – partito da Roma/Fiumicino alle 7 del 6 novembre – giungerà alle 16.30 (considerando il fuso orario di cinque ore).
La prima tappa in Uruguay
Nell’Aeroporto Internazionale di Montevideo-Carrasco l’accoglienza ufficiale, poi la cerimonia di benvenuto in Plaza Independencia e il consueto incontro di inizio viaggio, quello con autorità, società civile e corpo diplomatico. Alle 18.15 il Papa farà visita al presidente uruguaiano Yamandú Orsi, nell’Edificio José Artigas e, dopo circa un’ora, celebrerà i Vespri con vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose e seminaristi nella Cattedrale Metropolitana dell’Immacolata Concezione e dei Santi Filippo e Giacomo.
Il Papa farà base sempre a Montevideo e da lì, già il giorno successivo 7 novembre, si trasferirà a Paysandù, terza città per dimensioni e numero di abitanti, importante centro economico del Paese.
Nel Parque París Londres di Paysandù celebrerà alle 10 la Messa, la prima del viaggio apostolico. Terminata la quale, con un volo di tre quarti d’ora rientrerà a Montevideo. Qualche ora di riposo, poi il Pontefice si recherà nella Parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe per l’incontro con la realtà sociale di Casavalle, zona di periferia centro-nord dalla profonda vulnerabilità socio-economica.
Subito dopo è previsto il saluto al mondo dell’Educazione nell’Università Cattolica dell’Uruguay. Ma non sarà quello l’ultimo appuntamento della giornata perché, alle 19, Leone parteciperà alla Veglia di preghiera nello Stadio del Centenario.
Ai piedi della Virge de los Treinta y Tres
Domenica 8 novembre sarà invece la volta di Florida, “culla” della nazione perché luogo della Dichiarazione d’Indipendenza del 1825 e del Santuario della Virgen de los Treinta y Tres, patrona dell’Uruguay. Nel Paese considerato il più laico e secolarizzato della intera America Latina, è profondissima la devozione alla Vergine considerata anche simbolo patriottico legato, appunto, ai tempi dell’indipendenza. Ai piedi della Virgen, nella piazza antistante la Cattedrale, il Papa celebrerà la Messa. Pranzerà coi vescovi nella Casa di accoglienza Jesús Buen Pastor e, alle 15.10, volerà verso Buenos Aires, capitale dell’Argentina, seconda tappa del viaggio apostolico.
Seconda tappa in Argentina
L’arrivo nella città che ha dato i natali al predecessore Papa Francesco è previsto alle 16.30. Dopo l’accoglienza ufficiale ma prima della cerimonia di benvenuto nella storica Casa Rosada, è in programma la visita al Monumento al generale San Martín e agli eserciti dell’Indipendenza in Plaza San Martín. Nel Palazzo presidenziale il Papa vedrà il presidente Javier Milei. Quaranta minuti il tempo previsto: alle 18.30 il Papa incontrerà autorità, società civile e corpo diplomatico al Palacio Libertad Centro Cultural Domingo Faustino Sarmiento.
Il programma riprenderà il giorno successivo, 9 novembre, con un nuovo breve trasferimento a Claypole. Si tratta di una cittadina a circa 26 km a sud del centro della capitale che Papa Prevost visiterà per conoscere da vicino operatori e assistiti del Pequeño Cottolengo Don Orione de Claypole, vero e proprio “villaggio della carità” tra le più grandi opere assistenziali della Famiglia Orionina.
Jorge Mario Bergoglio da arcivescovo di Buenos Aires conosceva bene il centro che ha frequentato diverse volte, sostenendo da vicino iniziative e attività. Tra malati e operatori il 9 novembre ci sarà invece Papa Leone XIV che rivolgerà a tutti un saluto.
Rientrando a Buenos Aires, alle 11.30 si terrà la Messa davanti ad uno dei complessi scultorei più iconici e imponenti della città, il Monumento de los Españoles, nel cuore del barrio Palermo. Nel pomeriggio invece il Papa andrà nell’Università Cattolica argentina per incontrare il mondo del lavoro e poi i leader delle comunità cristiane e delle tradizioni religiose nel Palacio San Martín. Nella stessa giornata, alle 18.45, i Vespri con l’Episcopato argentino e le équipe sinodali nella Cattedrale della Santissima Trinità. Con i vescovi Leone condivderà la cena nella Casa Arcivescovile.
A Córdoba e Luján
La città di Córdoba sarà la meta del secondo giorno di viaggio in Argentina. Il Papa la raggiungerà in aereo, la mattina del 10 novembre, e dall’aeroporto internazionale subito si sposterà verso la spianata della Scuola di Aviazione Militare per la Messa. Dopo pranzo, incontrerà vescovi e clero del Paese nella Cattedrale di Nuestra Señora de la Asunción. Alle 16.55 farà ritorno a Buenos Aires. La sera, Veglia con i giovani ancora al Monumento de los Españoles.
Leone XIV saluterà l’Argentina il giorno 11 novembre per dirigersi in Perù, ma non partirà senza aver fatto prima visita al cuore spirituale del Paese, il santuario di Luján, che custodisce l’effigie della Madonna patrona della nazione.
Ancora prima, alle 8 del mattino, il Papa si recherà nel Complesso penitenziario federale di Buenos Aires, luogo che ricorda anch’esso l’arcivescovo Bergoglio che vi aveva celebrato diverse volte il Giovedì Santo. A Luján, Papa Leone presiederà la Messa, alle 10, nel piazzale antistante la Basilica di Nostra Signora di Luján.
Ritorno in Perù
Il congedo dal Paese avverrà da Buenos Aires. Il volo per Lima è alle 14; l’arrivo alle 17:30 alla Base Aeronaval del Callao per l’accoglienza ufficiale. La cerimonia di benvenuto si terrà invece nel Palacio de Gobierno con la visita alla presidente Keiko Fujimori. Nel Gran Teatro Nacional, invece, l’incontro con autorità, società civile e diplomatici.
La giornata del 12 novembre si aprirà con l’incontro, nella cappella del Palazzo Arcivescovile di Lima, con i vescovi peruviani che ritroverà poi meno di un’ora dopo nella Basilica Cattedrale di San Giovanni Apostolo ed Evangelista per la celebrazione dell’Ora media con sacerdoti, religiosi, seminaristi, équipe sinodale e consigli pastorali.
Nella stessa mattinata è previsto un evento che si prevede significativo per tutta la nazione, ovvero l’Incontro sulle sfide e le speranze per il futuro del popolo peruviano nel piazzale antistante la Cattedrale. Il Papa pronuncerà uno dei discorsi più attesi dalla gente di questa terra sofferente. Il primo giorno di viaggio nel suo territorio di missione sarà coronato dalla Veglia di preghiera con giovani e universitari nello Stadio Monumentale di Lima. Alle 20 Leone sarà ospite dei vescovi per la cena nella Nunziatura Apostolica.
Nella “sua” Chiclayo
Nel frattempo la popolazione di Chiclayo sarà in fermento e tutti i preparativi già in corso nel piccolo centro e nelle periferie saranno ultimate. Il ritorno di colui che tutti ricordano affettuosamente come “padre Roberto” avverrà la mattina del 13 novembre. Il Papa raggiungerà il capoluogo del dipartimento di Lambayque in aereo e saluterà la sua diocesi con una Messa nella spianata presso le Pampas de Pimentel.
Dopo quel grande momento pubblico, un momento privato con la visita alla Cappella San Óscar Romero; previsto in quell’occasione un saluto. Un discorso lo pronuncerà, invece, nel Santuario di Nostra Signora della Pace all’incontro con clero, équipes sinodali e consigli pastorali. Il mondo universitario lo abbraccerà subito dopo nell’Università Cattolica intitolata a Santo Toribio de Mogrovejo, patrono dei vescovi del Sud America. E nel Collegio dedicato sempre a San Toribio si terrà la cena del Papa coi sacerdoti della Diocesi di Chiclayo.
Simbolico l’atto di apertura di sabato 14 novembre: il rito di incoronazione della Vergine Immacolata nella Cattedrale di Santa Maria, nel centro storico di Chiclayo, affacciato alla Plaza de Armas.
Il rito inizierà alle 8; alle 9.10 Leone in elicottero si sposterà verso il piccolo distretto rurale di Santa Cruz de Succhabamba, dove celebrerà la Messa nella locale spianata. Rientrerà in mattinata a Chiclayo e nel tardo pomeriggio presiederà la preghiera con la comunità cattolica per la chiusura dell’Anno giubilare di Santo Toribio de Mogrovejo nel santuario a lui dedicato.
Nel cuore dell’Amazzonia peruviana
Cambio di scenario, il 15 novembre, con la visita a Cusco, località famosa per le mete turistiche e le vette andine situate a 3.400 metri di altitudine, ponte a est per il bacino amazzonico. A Cusco Leone XIV vedrà fedeli e rappresentanti della Pietà popolare nel Parco Archeologico Nazionale di Saqsaywaman.
Poco prima di mezzogiorno reciterà l’Angelus dinanzi alla Basilica dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Alle 13.05 il Pontefice si trasferirà nell’Amazzonia peruviana, Pucallpa, fulcro della foresta pluviale lungo le sponde del fiume Ucayali. Dall’aeroporto internazionale, si recherà al Malecón Puerto Callao dove incontrerà missionari e rappresentanti dei popoli amazzonici. Nel pomeriggio la Messa nella Villa Deportiva Regional Ucayali e in serata la partenza per la capitale Lima.
L’ultimo giorno peruviano, il 16 novembre, Leone lo trascorrerà nella periferia povera di Callao, di cui fu amministratore apostolico. Città portuale del Perù, provincia costituzionale autonoma (pur essendo completamente integrata nell’area metropolitana di Lima), a Callao Leone visiterà operatori e assistiti della Casa di accoglienza delle Hermanitas de los Ancianos desamparados. L’atto finale sarà la Messa nella Base Aérea Las Palmas, a sud di Lima. Da lì la cerimonia di congedo e il volo per rientrare a Roma. Partenza alle 13.45; arrivo a Fiumicino alle 10.25 del giorno dopo, 17 novembre.
Loghi e motti
Insieme al programma, sono stati diffusi loghi e motti delle visite nei tre Paesi. Vi annuncio una grande gioia, l’annuncio dell’angelo ai pastori di Betlemme, è il motto del viaggio in Uruguay, il cui logo pone al centro Cristo Crocifisso e Risorto, a destra e sinistra il Papa e la Virgen de los Treinta y Tres, sopra, il Sol de Mayo, caratteristico dell’identità nazionale.
Una corolla di tante piccole figure umane di differenti forme, dimensioni e colori, riunite in un’unica composizione, rappresenta invece il logo del viaggio in Argentina. Bienvenidos todos.
Vayan y anuncien è il motto che vuole essere simbolo universale nel quale ogni persona possa riconoscersi come parte di un unico popolo. Elementi storici e artistici a richiamare la fede e la missione evangelizzatrice della Chiesa compongono, infine, il logo della tappa in Perù, dove spicca la raffigurazione della mappa del Paese, sormontata dalla colomba dello Spirito Santo.
Al centro il Papa sorridente con accanto i principali santi della tradizione peruviana: Santa Rosa da Lima, San Toribio de Mogrovejo, San Martín de Porres, San Francesco Solano e San Juan Macías.
Il motto è Abramos el corazón (Apriamo il cuore), ovvero l’invito del Papa ad aprire il cuore a Dio per rinnovare la fede, annunciare il Vangelo, costruire l’unità e la pace.



