ANDREA PUCCI: «FACEVO IL BAGNINO, POI MI DISSERO: “TU QUI NON C’ENTRI NIENTE”. È COSÌ CHE È INIZIATO TUTTO»

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«I miei inizi sono stati del tutto casuali, quasi involontari. Lavoravo per la Valtur ad Agadir, in Marocco, ed ero il responsabile della piscina perché avevo un brevetto di nuoto.

Il problema, se così possiamo chiamarlo, era che facevo ridere tutti.
A un certo punto il capo villaggio mi guardò e mi disse: “Tu qui non c’entri niente, ti metto in animazione!”.

È cominciato tutto così. Sono diventato una colonna portante dell’intrattenimento del villaggio e, poco alla volta, mi sono accorto di una cosa che avrebbe cambiato la mia vita: io mi divertivo, ma la gente che mi guardava sembrava divertirsi ancora più di me.

Dentro di me sognavo di fare questo mestiere. Non sapevo, però, quale fosse la strada giusta per riuscirci, o forse semplicemente per esprimere tutto quello che avevo dentro.

quell’esperienza mi ha permesso di capire quale potesse essere la mia strada.
Anche il nome “Pucci”, con il quale tutti mi conoscono, è nato quasi per caso.
Durante “La sai l’ultima?” raccontavo barzellette sui milanesi “ganassa”, quelli della “Milano bene” che avevano nomignoli come Cicci, Pucci e Ciccetti. Pippo Franco, invece di presentarmi con il mio vero nome, Andrea Baccan, quando entravo in scena cominciò a chiamarmi “il Pucci di Milano”.

Quel soprannome finì per uscire dalla televisione.

Le persone mi incontravano per strada e mi riconoscevano come Pucci. A quel punto ho capito che quel nome ormai faceva parte di me e ho deciso di tenerlo.
Così sono rimasto Andrea, il mio vero nome, e sono diventato Pucci, il nomignolo che Pippo Franco mi aveva regalato.

Alla fine, sia il mio mestiere sia il nome con cui il pubblico mi conosce sono arrivati senza che li avessi programmati. Cercavo soltanto una strada per esprimere quello che sentivo di avere dentro. E quella strada, quasi senza che me ne accorgessi, mi ha trovato.