Sabato 26 settembre ore 16.00 Presentazione del catalogo della mostra “Astratto Organico”

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Museo Gigi Guadagnucci

1° piano Sala conferenze

Massa – Via dell’Acqua, 175

Sabato 26 settembre, alle ore 16, presso il Museo Gigi Guadagnucci di Massa, sarà presentato il catalogo della mostra “Astratto organico”, promossa dal Comune di Massa e visitabile fino al 7 ottobre 2026.

Alla presentazione interverranno Francesco Persiani, Sindaco di Massa; Valeria Della Pina, Assessore alla Cultura del Comune di Massa; Mirco Taddeucci, curatore della mostra; Kevin McManus, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e autore del principale saggio critico del catalogo; Nicolas Rostkowski, figlio di Maria Papa Rostkowska e curatore del suo archivio; Simone Guaita, presidente della Fondazione Il Bisonte; Alessandro Avanzino di Sagep Editori; Nicola Gnesi, fotografo della mostra; ed Eleonora Santin di Not Titled Yet.

La presentazione, concepita come un talk di approfondimento storico-critico, sarà moderata da Lisa Parra, art advisor e cultural manager.

La conversazione prenderà avvio dalla ricerca alla base di Astratto organico, che riunisce le opere di Henry Moore, Alicia Penalba, Antoine Poncet, Alberto Viani, Agustín Cárdenas e Maria Papa Rostkowska. Non una scuola né un movimento unitario, ma esperienze autonome che consentono di indagare il rapporto tra natura, corpo, materia e astrazione nella scultura del Novecento.

Nicolas Rostkowski approfondirà il contesto parigino di XXe siècle e la figura di Gualtieri di San Lazzaro, ricostruendo la rete internazionale di artisti e relazioni sviluppatasi tra Parigi e l’Italia, in un ambiente nel quale era pienamente inserito anche Gigi Guadagnucci.

Un focus particolare sarà dedicato a Henry Moore, anche in occasione dei quarant’anni dalla sua scomparsa e dei settant’anni dalla commissione della Reclining Figure per la sede UNESCO di Parigi, vicenda che avrebbe successivamente condotto l’artista nel territorio apuo-versiliese. Simone Guaita approfondirà quindi il rapporto di Moore con Firenze e con Il Bisonte, soffermandosi sul ruolo della grafica all’interno della sua ricerca artistica.

La conversazione entrerà poi direttamente nelle opere, affrontando alcuni dei temi centrali della mostra: il rapporto tra riconoscibilità e astrazione, tra pieno e vuoto, e il processo di elaborazione dell’opera, dagli studi e dai bozzetti fino alla scultura compiuta.

In mostra, infatti, sculture in bronzo e marmo dialogano con bozzetti, studi, disegni, collage e opere grafiche, offrendo una lettura articolata del processo creativo degli artisti. Quattro opere sono inoltre presentate per la prima volta al pubblico.

Come sottolinea Mirco Taddeucci, curatore della mostra: «Astratto organico nasce dall’idea che la natura possa essere qualcosa di più di un soggetto da rappresentare: può diventare un principio generativo della forma. 

Il catalogo è il risultato di un ampio lavoro di ricerca e approfondimento che accompagna e sviluppa il progetto espositivo.

Siamo molto felici del riconoscimento che la mostra sta ricevendo, da parte del pubblico e della critica, perché conferma l’interesse di una ricerca costruita attraverso opere, relazioni e collaborazioni internazionali.»

La mostra è stata resa possibile grazie alla collaborazione di una vasta rete di fondazioni, archivi, atelier, prestatori pubblici e privati, collezionisti e istituzioni nazionali e internazionali.

Tra i principali partner e prestatori figurano la Henry Moore Foundation; l’Atelier Antoine Poncet; la Fondazione Il Bisonte – Foundation for Art & Printmaking, storico centro internazionale per la grafica d’arte, che ebbe un ruolo significativo nella vicenda italiana di Henry Moore attraverso edizioni, progetti e collaborazioni legati alla sua opera su carta e non solo; la Fondazione Henraux, che custodisce l’eredità della storica azienda marmifera protagonista della scultura internazionale e che avviò il proprio rapporto con Moore quando l’artista giunse in Versilia per realizzare la monumentale Reclining Figure destinata alla sede UNESCO di Parigi, commissionata nel 1956; la Fondazione Ragghianti, tra i principali istituti italiani dedicati allo studio e alla valorizzazione delle arti visive, che attraverso Carlo Ludovico Ragghianti dedicò particolare attenzione ai protagonisti del rinnovamento plastico del secondo dopoguerra, tra cui Alberto Viani; e l’Archivio Fotografico Ilario Bessi.