Xi Jinping alla Casa Bianca, tregua sui dazi e cena di Stato (boicottata dai media)

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Cerimonie solenni e ricche di simbolismi accompagnano la visita di Stato di tre giorni negli Stati Uniti del presidente cinese Xi Jinping.

Si tratta del secondo bilaterale dell’anno tra i due leader dopo il viaggio di Trump a Pechino lo scorso maggio – ed è la prima volta in assoluto che un leader cinese compie una seconda visita di Stato formale in America.

L’accoglienza d’onore, la parata aerea e il “giallo” del look invernale di Trump

Ad accogliere Xi sulla pista della Joint Base Andrews è stato lo stesso Donald Trump – un gesto cerimoniale riservato a un ospite straniero che non si vedeva dai tempi di John F. Kennedy – con picchetto d’onore, inni nazionali e il sorvolo di due bombardieri B-1.

Trump si è presentato con cappotto pesante e guanti, nonostante a Washington ci fossero 18 gradi. Sul web si sono moltiplicate le congetture: dal tentativo di coprire eventuali segni sulle mani a questioni legate all’età e a una fisiologica difficoltà di termoregolamentazione.

Le dichiarazioni ufficiali: “Grande amicizia” e convivenza strategica

Nel discorso di benvenuto nel Grand Foyer della Casa Bianca (dopo il ricevimento al South Portico), Trump ha celebrato la ricorrenza dei 250 anni dalla nascita degli Stati Uniti, tessendo le lodi del rapporto personale con il presidente cinese:

«Dalla mia prima elezione nel 2016, il presidente Xi ed io abbiamo stretto un’amicizia, una vera, grande amicizia, fondata sul rispetto reciproco e sugli interessi vitali dei nostri popoli […] Questo è il nostro primo incontro qui alla Casa Bianca».

Xi Jinping ha fatto eco sottolineando che Cina e Stati Uniti devono comportarsi da partner e non da rivali:

«La cooperazione Cina-Usa può non risolvere tutti i problemi del mondo, ma senza la nostra cooperazione sarebbe difficile risolvere molti di questi problemi».

Il leader cinese ha inoltre rimarcato che il nuovo posizionamento verso «una relazione costruttiva, strategica e stabile riflette la realtà dei rapporti e incarna le aspettative per il futuro», auspicando che Washington getti con Pechino solide basi di cooperazione e traduca questa visione in azioni concrete per un percorso sostenibile di coesistenza pacifica.