Il percorso nasce da una richiesta di approfondimento emersa dal territorio in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre 2025, successivamente tradotta in un percorso formativo strutturato, pensato per affrontare in modo articolato e consapevole la sfera affettiva e sessuale nella vita delle persone con disabilità.
La presa in cura globale delle persone con disabilità, infatti, comprende anche la sua dimensione affettiva e relazionale, un ambito spesso condizionato da tabù, stereotipi e dalla mancanza di un linguaggio condiviso tra i diversi servizi.
L’iniziativa mira a promuovere un approccio che metta al primo posto l’autodeterminazione, i bisogni individuali e i diritti fondamentali, in linea con i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e le indicazioni dell’OMS.
Il percorso utilizza un modello didattico interattivo e dialogico, basato sul lavoro in sottogruppi misti, esercitazioni, simulazioni e analisi di casi studio, per favorire un reale confronto tra l’ambito sociale e quello clinico-sanitario. L’obiettivo è sviluppare competenze comuni, superare le frammentazioni nella gestione delle situazioni complesse e rafforzare l’alleanza comunicativa ed educativa con famiglie e caregiver.
“In un contesto sociosanitario che richiede risposte sempre più integrate e attente ai diritti individuali, l’omogeneizzazione dei linguaggi e delle prassi operative rappresenta un passo fondamentale per l’intero sistema dei servizi del territorio metropolitano. – dichiara Sara Accorsi – Ringrazio il personale degli Uffici per aver organizzato questo importante percorso di formazione, i/le docenti che hanno scelto di collaborare con noi e i/le partecipanti al percorso”.



